La due giorni Champions riapre le ferite, ma c’è una certezza: il bello deve ancora venire

È stata una due giorni di Champions piuttosto deludente quella che ci siamo lasciati alle spalle ieri sera. Dopo le vittorie stentate di Bayern e Barça, ci sia aspettava un mercoledì diverso; il Real avrebbe dovuto passeggiare sulle ceneri del malcapitato Wolfsburg guidato dall’entusiasmo post vittoria nel Clasico, ma così non è stato. I lupi di casa Volkswagen si sono imposti con un 2-0 che rende possibile e veritiero sperare nell’impresa al Santiago Bernabeu. Nel secondo match di serata, invece, i campioni di Francia del PSG davano vita ad un match di prestigio contro la prossima squadra di Guardiola, il Manchester City. Il 2-2 finale rende felice solo la squadra Inglese che ha riportato a galla i soliti limiti dei nababbi Transalpini: la maledizione Champions di Ibra e il poco feeling tra i vari campioni (Ibra-Cavani su tutti).

RAMMARICO JUVE – Quanto visto martedì e mercoledì sera avrà sicuramente riaperto qualche ferita in casa bianconera. Il gioco espresso dalla squadra di Allegri nelle sfide contro la corazzata Bayern avrebbe meritato maggior fortuna, non fosse per regolamenti che consentono a due probabili finaliste di incontrarsi agli ottavi di finale.

I milionari PSG e Man City in particolare, pur esibendo un parco giocatori da strizzarsi gli occhi, hanno mostrato evidenti limiti di gioco, troppi individualismi a discapito della coralità. Rimuginare serve a poco, ma chi ama il calcio sa che un posto tra le 8 migliori squadre d’europa sarebbe spettato di diritto ai bianconeri, almeno per quanto dimostrato sul campo.

“Ma si sa, il calcio è strano…”.

IL BELLO DEVE ANCORA VENIRE – Pensando alla Juve di qualche anno fa, che si imponeva nei campi di Serie B prima e che metteva a referto due settimi posti di fila poi, si capisce quanto sia stato eccezionale il lavoro svolto negli ultimi vittoriosi cinque anni. Società, allenatori e giocatori si spartiscono equamente il merito di questo piccolo grande miracolo sportivo capace di riportare una squadra martoriata da Calciopoli ai vecchi fasti.

Ora la Juve è tornata un vero top club, capace di battere grandi squadre come Manchester City e Real Madrid e di impensierire le due regine del calcio mondiale, Barcellona e Bayern Monaco. Quelli che il bicchiere tendono a vederlo mezzo vuoto, penseranno che il biennio europeo abbia lasciato un sapore amaro nelle bocche juventine; parlando da un punto di vista meramente statistico, infatti, sono stati due anni di sconfitte: in finale l’anno scorso e agli ottavi quest’anno. Tuttavia in casa Juve sanno bene che questo è solo l’inizio; la dirigenza è pronta a dare le ultime ritoccate alla squadra e con 1 o 2 campioni il sogno Champions sarà finalmente un sogno coronabile.

Le grandi d’Europa sono avvisate: la Juve è già forte, ma il bello deve ancora venire.

Pietro Pregnolato

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