Deschamps: "Allegri ed io abbiamo fiducia in Pogba. Ora la Juve vinca lo scudetto!"

Deschamps: “Allegri ed io abbiamo fiducia in Pogba. Ora la Juve vinca lo scudetto!”


Oggi CT della Francia, ma nel suo passato c’è tanto bianconero: Didier Deschamps da giocatore ha vinto tutto quello che c’era da vincere con la maglia della Juve, mentre qualche anno dopo, da allenatore, è stato la guida della Vecchia Signora nell’inferno della Serie B. Inevitabile, quindi, che nell’intervista rilasciata ai colleghi della Gazzetta dello Sport si parli principalmente di Juventus, oltre che della sua Francia.

POGBA“E’ innegabile che sia seguito con attenzione, nonostante abbia 22 anni. Mi sembra gestisca bene la situazione, anche quando viene criticato per piccole cose. Non gli chiedo di segnare 3 gol a gara, ma di fare quel che sa fare. E gran parte delle cose le fa bene. Il resto può migliorarlo, come tutti. Ogni tanto serve ricordarglielo. Anch’io so essere duro quando necessario, per il suo bene. Ho molta fiducia in lui. E Allegri mi sembra faccia lo stesso”. Deschamps

COMAN “Mi piace perché può stare a destra e a sinistra, è veloce, dribbla, crossa davvero bene. Ma non significa che la Juve abbia sbagliato: ha fatto una scelta. Il Coman di oggi è un altro giocatore rispetto a quello arrivato a 18 anni a Torino, dove si gioca anche in modo diverso rispetto al Bayern. E il Coman della Juve era diverso rispetto a quello che andò via da Parigi”.

JUVE“Di sicuro sono frustrati per l’eliminazione, ma come ha detto Pogba erano a un passo dai quarti. Non sono usciti perdendo 4­0. Vista l’incredibile rimonta in campionato, la Juve può credere nello scudetto, ma occhio a Napoli e Roma”.

EURO 2016“Puntiamo alla vittoria finale? Intanto cerchiamo di vincere la prima contro la Romania. Anche se, come sapete voi italiani dall’ultimo Mondiale, vincere all’esordio non dà garanzie per il seguito. Dobbiamo essere ambiziosi e umili. Nel ‘98 recepimmo il sostegno della gente dopo aver battuto l’Italia ai quarti.  L’Europeo in casa non dà garanzie di successo. Ho convocato 23 giocatori da 20 club. Può essere una ricchezza, ma anche un limite rispetto a chi può contare su blocchi, come quello Juve nell’Italia”.

CONTE“La sua scelta è comprensibile. Fare il tecnico di club è diverso dal mestiere di c.t.. Io sto bene nella mia funzione. Ma so che c’è una vita dopo la Francia. Un giorno pure io tornerò su una panchina di club. Spero non subito”.

 

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