La desinenza in "-oso", la Juve e la stampa: cambiano i termini, non la sostanza

La desinenza in “-oso”, la Juve e la stampa: cambiano i termini, non la sostanza


I tormentoni del web rifluiscono molto più in fretta di quanto non fluiscano: un po’ come la risacca, ossia l’onda che torna a mare rapidamente, molto più di quanto abbia impiegato ad abbattersi sul bagnasciuga. E’ il destino di frasi, fatti, opinioni, eventi: tutto da commentare e vivisezionare in poco tempo. Bulimia dell’informazione, o della scarsa attenzione: l’ultimo della lunga galleria è quel petaloso che l’Accademia della Crusca si è ben guardata dall’inserire nel vocabolario italiano, ma tanto è bastato per aprire il vaso di Pandora dei commenti. Umberto Eco era un personaggio controverso, ma su una cosa forse aveva ragione (e noi non abbiamo certo l’illusione di trovarci dalla parte “giusta” dei social…).

Naturalmente la desinenza in -oso ha trovato una vasta gamma di applicazioni, talvolta simpaticamente improvvisate, talvolta malignamente adoperate. E la stampa sportiva ne ha fatto largo uso: anzi, strabordante. E’ il caso del settimanale del principale quotidiano sportivo italiano, che tramite una delle sue più importanti firme, ha introdotto nel lessico italiano l’aggettivo “bonuccioso”: “Detto di un atteggiamento molto sicuro di sé, al limite della presunzione, che porta il soggetto a sopravvalutare le proprie capacità e a lanciarsi in imprese superiori ai propri limiti. Comportamento bonuccioso: vedi Leonardo Bonucci“.

Ma il vero capolavoro sta poche righe più avanti, quando viene coniato l’aggettivo “facchettoso”: “Detto di un comportamento in campo all’insegna della massima lealtà sportiva e della massima correttezza, nei confronti di compagni e avversari. Gesto facchettoso: vedi Giacinto Facchetti“. Credete che vi stiamo prendendo in giro? No, tutto vero, trattasi di semplice copia-incolla.

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A questo punto, seppur con qualche giorno di ritardo, vorremmo coniare anche noi un aggettivo terminante in -oso che sia indicativo di qualcosa. D’altronde siamo al termine della settimana del doppio Juve-Inter, durante la quale il principale quotidiano sportivo italiano ha piazzato alcuni clamorosi scoop, come l’intervista a Gigi Simoni su Juve-Inter del ’98 e quella a Zdenek Zeman (ripresa dall’Avvenire) sul “sistema” che gli ha impedito di fare carriera ad alti livelli. Senza dimenticare la lunga lista di scoop (a cominciare dalle denuncia delle ammonizioni mirate a Petruzzi e Nastase) che il principale quotidiano sportivo italiano ha messo a segno negli ultimi dieci anni. Ma che volete che sia.

L’aggettivo, dicevamo: quei geni maledetti di “Lercio” hanno coniato il termine “Bertolaso” per le cose fatte a ca**o. Proviamoci anche noi, riferendoci però alle stampa sportiva: perdonate la scarsa fantasia, ma per definire il giornalismo fatto “in un certo modo” ci viene in mente soltanto un termine: “gazzettoso”.

Gennaro Acunzo

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