Juve-Inter, l’analisi della difesa: Bonucci lotta, crea e segna

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Una gara sentita, sofferta e vinta. La Juventus batte l’Inter per  2-0 grazie alle reti di Bonucci e Morata. Una partita tosta, in cui i bianconeri hanno creato tanto fin dai primi minuti, ma solo lo splendido gol del difensore bianconero ha dato il via alle danze. Pochissimi i problemi per la difesa  che ha comunque messo in scena una prova più che sufficiente. Molto bene Buffon chiamato a serrare la porta negli ultimi minuti. Bene anche Barzagli e Rugani che ha sostituito Chiellini nel primo tempo a causa di un risentimento al polpaccio.

BUFFON – Gigi credeva nella solita partita da spettatore non pagante, invece negli ultimi minuti è stato chiamato in causa. Due salvataggi tra l’88’ e il 90′, uno su Ljajic, l’altro su Eder. Ma il capitano bianconero c’è e riesce a battere il suo stesso record: Buffon non subisce gol da ben 746 minuti in Serie A. Numeri importanti, per un talento senza tempo che ha la fortuna di avere davanti a sè una difesa solidissima.

BARZAGLI – Ennesima partita precisa e puntuale per il difensore bianconero. Nella gara contro l’Inter, poco lavoro anche per lui, ma la roccia riesce a contrastare le poche iniziative di Icardi e Palacio. Un ottimo momento di forma per Andrea che è in grado di concentrare tecnica ed esperienza, portando alla Juventus una solidità imprescindibile.

BONUCCI – Il migliore in campo, senza dubbio. Lotta, crea e segna. In settimana lo aveva detto: “Dobbiamo affossarli”, ci è riuscito lui, in senso metaforico, ovviamente. Personalità e decisione: queste due delle caratteristiche fondamentali di Leonardo. Chiusure decisive, aperture importanti e poi il gol che ha sbloccato la gara. Un tiro al volo, potente, all’angolino. E poi l’esultanza sotto la Curva per il quindicesimo gol con la maglia bianconera.

RUGANI – Prova sufficiente anche per il giovane difensore bianconero chiamato a sostituire Giorgio Chiellini al minuto 35. Non era facile entrare subito in partita, soprattutto in un match del genere, ma Daniele ci è riuscito, mettendo in campo una performance senza grandi pecche, ma con grande ordine.

Moira Marchetti