La Juve dei 10 euro ora può guardare negli occhi il colosso tedesco

La Juve dei 10 euro ora può guardare negli occhi il colosso tedesco


14 dicembre 2015: l’urna di Nyon gioca un brutto scherzetto alla Juventus di Mister Allegri: durante il sorteggio per gli Ottavi di Finale di Champion League, infatti, le mani della leggenda interista Javier Zanetti, ambasciatore della Finale che si terrà a San Siro, fanno sì che i bianconeri debbano affrontare niente meno che i campioni del Bayern Monaco, una delle favoritissime di questa edizione di Champions. Le reazioni dei dirigenti della Juve sono, ovviamente, di circostanza: il Bayern sarà favorito, ma la Juve può giocarsi le sue carte. Nonostante però l’accoppiamento molto complicato l’entourage bianconero (impersonato in particolare da Nedved) sembra credere veramente alla possibilità di giocarsela, se non alla pari, almeno fino alla fine, e questo ci fa capire come e quanto le cose siano cambiate dall’ultima sfida nel 2013.

UNO SGUARDO INDIETRO – Eh si, perché Juve e Bayern si sono già affrontate nel 2013, in una doppia sfida valida per i Quarti di Finale di Champions. In quell’occasione non ci fu storia: 2-0 per i tedeschi all’andata all’ “Allianz Arena” grazie ai gol di Alaba e Muller, e stesso risultato al ritorno, con il Bayern che stese la Juve allo Stadium con i gol di Mandzukic e Pizarro. Il Bayern staccò il biglietto che lo portò in Semifinale e da lì iniziò la cavalcata fino alla conquista del titolo. Ai bianconeri, invece, rimasero le briciole e la consapevolezza che la strada da fare per colmare il gap con le grandissime d’Europa sarebbe stata ancora molto lunga e tortuosa.

NON SI PUO’ MANGIARE IN UN LOCALE DA 100 EURO CON 10 EURO – L’ormai ex allenatore della Juventus Antonio Conte, al termine del doppio confronto con i bavaresi, difese la propria squadra anche se, probabilmente, stava già serbando nei suoi pensieri la convinzione che (con sue testuali parole, rilasciate un anno e mezzo dopo, durante la sua ultima intervista da allenatore della Juventus) “Non si può mangiare in un ristorante da 100 euro se hai solo 10 euro”. Le dichiarazioni del tecnico salentino diedero il là all’inizio degli screzi tra lo stesso Conte e la dirigenza bianconera, culminati con le dimissioni dell’attuale CT della Nazionale. L’accusa di Conte era chiara e diretta: senza investimenti di spessore sul mercato il gap tra i bianconeri e il resto delle big europee sarebbe continuato ad aumentare in maniera esponenziale. L’ammissione di manifesta inferiorità non fece altro che minare le già scarse velleità europee della Juve, già molto spesso criticata per le molte disfatte oltre confine, e la Champions League 2014/2015 iniziò con poche pretese.

CAMBIA IL CONDOTTIERO, CAMBIA LA MENTALITA’ – Ma dalla stagione 2014/2015 sulla panchina bianconera si insedia un nuovo allenatore: Max Allegri. Accolto con scetticismo e proteste da parte dei tifosi, il tecnico livornese ha saputo , pian piano, plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza, sempre con rispetto del passato e della tradizione juventina. La cosa che stupì tutti, anche i più scettici, di Allegri, fu il cambiamento di mentalità che diede alla squadra: dai ritmi forsennati imposti da Conte a una manovra più calma. Una manovra, si può dire, più europea, che permise ai bianconeri di raggiungere addirittura la Finale di Berlino, poi persa 3-1 contro i marziani del Barcellona. L’arrivo di Allegri, comunque, ha dato un alone più europeo alla squadra di Torino, che in questa stagione di Champions è partita tra le papabili vincitrici del torneo.

TESTA A TESTA CON IL COLOSSO – Il sorteggio di quest’anno, quindi, è stato sfortunato, ma non solo per la Juve: anche il Bayern, infatti, avrà il suo bel da fare per battere i bianconeri, e, sicuramente, anche in Germania avrebbero preferito un accoppiamento più semplice. La Juve, ormai, può guardare il colosso tedesco senza paura, conscia di potersi giocare le proprie chances in una doppia sfida che sarà probabilmente in bilico fino all’ultimo.

Mancano ormai solo 24 ore: un giorno, e poi finalmente l’attesa sarà finita e sarà solo il campo a parlare. Godiamoci dunque questo match, consapevoli che chi passerà il turno avrà fatto una grande impresa, in quanto avrà eliminato una favorita alla vittoria finale.

Simone Calabrese

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