Bayern Monaco, come gioca e come giocherà contro la Juve. Tutto sui tedeschi

Bayern Monaco, come gioca e come giocherà contro la Juve. Tutto sui tedeschi


Conosciamo il nemico, diamo un volto alla paura. Frasi a effetto a parte, diamo un’occhiata più da vicino al Bayern Monaco che domani si presenterà allo Juventus Stadium da favorito e con la voglia di vincere come sempre, andando oltre problemi e infortuni. Prima di vedere con che formazione potrebbe giocare Pep Guardiola, analizziamo in breve com’è il suo Bayern.

DIFESA – Partiamo dalla difesa, reparto martoriato dagli infortuni. Il primo dato riguarda l’aspetto prettamente fisico: i difensori tedeschi non sono dei giganti. Dettaglio che può rendere importanti i calci piazzati e ancor più prezioso Mandzukic, ma guai a fare troppo affidamento sulle lacune aeree. Partono dal basso, ma saltano benissimo. Tanto che Neuer, finora, ha subito gol soltanto su azione. E soltanto quindici volte quest’anno. La difesa sarà a quattro e Guardiola ama giocare con dei ‘falsi terzini’, in grado di spingere e unirsi ai centrocampisti, espediente che consente di tenere altissimo il baricentro. Il gioco dei bavaresi (squadra che ha subito meno tiri in porta d’Europa) parte da dietro, con predisposizione per l’avvio da zona centrale, preferibilmente con Alaba, se dovesse giocare al centro.

CENTROCAMPO – A centrocampo Guardiola mischia spesso le carte. Ad esempio, nell’ultima gara, ha esibito un affascinante 4-1-4-1 con Vidal davanti alla difesa e, da destra a sinistra, Coman, Muller, Robben e Douglas Costa. Difficile rivedere uno schieramento del genere a Torino. Certamente sarà della partita Vidal, sia per la sua conoscenza dell’ambiente juventino, sia perché è il giocatore più utilizzato da Guardiola. Il dubbio riguarda Thiago Alcantara. L’ex Barça è il giocatore che in Europa ha creato più occasioni da gol, ma è solito subentrare dalla panchina. Trend confermato anche a Torino? In quanto ad assist, Alcantare e Coman, con 4, guidano la classifica europea dei tedeschi. Il dribblomane (assurdamente efficace) è Douglas Costa, mentre fanno nuovamente paura Robben e Ribery. Il primo sembra aver ritrovato una condizione accettabile e potrebbe essere della partita, il secondo, invece, più probabile trovi spazio a gara in corso. Ma al di là dei singoli, come si muove il centrocampo tedesco? Linee molto corte e altissime, gabbia a centrocampo e giro palla per attrarre l’avversario. Intorno ai movimenti in pressing si sviluppa il resto della trappola letale, con movimenti di volta in volta diversi per creare disordine nelle linee avversarie e trovare gli spazi per andare verso la porta.

ATTACCO – Il Bayern ha il miglior attacco della Champions League, con 19 reti realizzate, e deve gran parte dei suoi gol alla coppia Muller-Lewandowski. Il polacco è l’osservato speciale e l’uomo più temuto. Tira più di tutti verso la porta avversaria, ma gioca un po’ meno per la squadra rispetto ai compagni. Segna in qualunque modo (di testa, di destro, di sinistro, al volo) da dentro l’area, ergo bisogna allontanarlo il più possibile dalla porta e predilige il tocco, sempre precisissimo, indietro o sugli esterni. Poche volte gioca in verticale, a evidenziare un tipo di movimento molto preciso: scarico e attacco alla porta. Tra i due, Muller è sicuramente più altruista ed aiuta di più la squadra a creare azioni d’attacco. Lui (17) e Lewandoski (22 gol) costituiscono la miglior coppia d’attacco nella storia della Bundesliga dopo 22 giornate. I due hanno segnato più gol (39) di 15 delle altre 17 squadre di questo campionato tedesco.

PROBABILE FORMAZIONE – Alla fine, come giocherà il Bayern? Guardiola sorprende sempre, ma proviamo a entrare nella testa del tecnico. 4-1-4-1 (4-3-3 in non possesso, con Muller e Alcantara più bassi accanto a Vidal) con Neuer, Lahm, Kimmich, Alaba, Bernat, Vidal, Robben, Thiago Alcantara, Muller, Douglas Costa, Lewandowski. Coman, Xabi Alonso e Ribery pronti a entrare dalla panchina. Occhio, in difesa, al possibile recupero di Benatia o all’impiego di Tasci al posto di Bernat, con Alaba nuovamente nella sua posizione naturale.

Edoardo Siddi

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