Marchisio a SoFoot: "Dybala talento puro, Pogba è ancora un ragazzo. Buffon? Da Pallone d'Oro..."

Marchisio a SoFoot: “Dybala talento puro, Pogba è ancora un ragazzo. Buffon? Da Pallone d’Oro…”


Step by step. Un po’ come la gioca lui, lì in mezzo: un passo alla volta, che di giropalla ragionato non si è mai lamentato nessuno. Certo, ci ha messo un po’: riadattarsi a regista, abbandonando il brivido della mezzala, non è stato facile. Però n’è uscito: a testa alta, da campione. Da leader vero.

“Ma l’inizio ha destabilizzato tutti, i vecchi come i nuovi”, fa sapere Claudio Marchisio, in un’intervista esclusiva rilasciata al mensile SoFoot. Lui meno di tanti: perché da quando è tornato con continuità, la Juve ha cambiato volto.

Merito suo, dunque. Ma anche di un certo Paulo Dybala: “Sapevo che era un talento puro – spiega Claudio– ma in un momento difficile come quello di inizio stagione, temevo potesse perdersi. Invece è un argentino atipico, molto europeo nel modo di allenarsi e si è subito adattato”. Più precoce di tanti, pure di Pogba. “Si è capito subito che era un fenomeno – continua il centrocampista -, ma non dimentichiamo che è un ragazzino, con un margine di progressione enorme. E per struttura fisica e la tecnica fine mi ricorda Ibrahimovic. Spero resti a lungo, anche perché qui può crescere ancora”. 

In alternativa, il francese ha sempre Barça o Real, Messi o Ronaldo. Roba da Pallone d’Oro, che secondo Marchisio avrebbe meritato anche Gigi Buffon: “Voglio vedere dove saranno loro alla sua età”, provoca il Principino. Che subito aggiunge: “Era da podio, non solo per la carriera, ma anche perché è ancora il migliore tra i pali”. Giusto chiarirlo, una volta per tutte. E la prossima fermata? L’Europeo: per dimostrare di essere sempre tra i più grandi. “Ma rimaniamo un’incognita – fa sapere l’otto bianconero -, anche se bisogna ammettere che abbiamo pochi campioni o talenti puri. È una questione di cicli. E poi Conte è l’uomo della situazione per una squadra povera in talento ma che riesce a sublimare tecnicamente e mentalmente. Non ci accontenteremo dei quarti o delle semifinali”. Del resto, vincere non è importante…

 

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