Juve, semplicemente incanto. E ora testa al Napoli

Incanto, semplicemente incanto. Per descrivere queste quattoridici vittorie consecutive, le parole del noto successo musicale di Tiziano Ferro appaiono quasi doverose. Del resto, i tifosi già sapevano quanto l’inizio complicato dei bianconeri fosse solo una fase di passaggio. Pochi match, ma “lunghi quanto un anno bisestile”, parafrasando sempre l’artista italiano. Un brutto incubo, se vogliamo, dal quale però Buffon e compagni si svegliarono grazie al guizzo di Cuadrado nel derby della Mole. Già, Cuadrado. Il calciatore del momento. La pedina di mister Allegri chiamata a togliere le castagne dal fuoco al momento opportuno. E soprattutto un elemento che, assieme ai vari Dybala, Alex Sandro e Rugani, rappresenta il futuro.

Col Napoli invece, settimana prossima, sarà “Ritorno al Futuro“. Proprio come nella pellicola cinematografica di quel grandioso film degli anni ’80, mister Allegri dovrà tornare indietro nel tempo e, più precisamente, in data 26 settembre 2015. Giorno terribile per la “Vecchia Signora”, che dovette arrendersi ai colpi di Higuain e Insigne; ma anche ad un immobilismo strambo, contraddittorio alla squadra dei quattro scudetti consecutivi che fece tornare gli “occhi a cuoricino” ai fan bianconeri. Vincere significherà primo posto in classifica.

Dopo la sconfitta di Sassuolo, però, qualcosa è cambiata. Indiscrezioni dicono che negli spogliatoi capitan Gigi ed Evra avrebbero tenuto un bel discorsetto. La loro esperienza ha sicuramente colpito i ragazzi, toccando le corde giuste. Scuotendo le coscienze nel profondo. Poi, procedendo, la macchina della vittoria juventina cresceva, e cresceva, e cresceva ulteriormente. Fagocitando avversari e inghittendoli. Come una matrioska. Ecco allora che a Napoli sarà meglio tenere belli conservati i fuochi d’artificio. Tipo quelli esplosi al termine della finale di Champions League col Barcellona. Vedremo chi a fine campionato li sparerà alti nel cielo. Molti così, concludendo ancora con Tiziano Ferro, comprenderanno “quant’è inutile farneticare” prima della conclusione dei giochi.

Paolo Panico

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