L'eccessiva foga stavolta tradisce Zaza. Il processo di maturità passa anche da questi episodi

L’eccessiva foga stavolta tradisce Zaza. Il processo di maturità passa anche da questi episodi


Minuto 55 di Juventus-Genoa. Per gli spettatori dello Stadium sembra l’inizio di un film già visto numerose volte: pallone delizioso servito da Dybala per Zaza a pochi secondi dall’ingresso in campo di quest’ultimo. Stop.

A questo punto, con il fermo immagine incentrato sulla punta nativa di Policoro, siamo certi che in molti avrebbero scommesso, ad esplicito quesito, sul più classico dei gol realizzati da Simone. Del resto tutto sembra perfetto: l’ingresso in campo, la prima palla ghiotta, manco a farlo apposta capitata dopo appena un minuto, e quel tu per tu col portiere sognato da ogni attaccante prima della partita. Zaza forse pregusta già il momento dell’esultanza, e la sua mente già lo proietta in un futuro sicuramente imminente, in cui la mano verrà avvicinata all’orecchio nel consueto gesto di sentire al meglio l’urlo dei tifosi osannare il gol del raddoppio. Firmato ancora una volta da Zaza il risolutore. Ma stavolta non va cosi. Zaza calcia centralmente davanti a Perin, sprecando la ghiotta occasione elaborata dal genio del solito Dybala. Il portiere del grifone blocca a terra un pallone che, in occasioni precedenti, l’attaccante bianconero ha sempre buttato dentro.

E’ il segnale di una gara maledetta, che Zaza prova a raddrizzare da subito provando a fare ciò che meglio gli riesce: pressing asfissiante sui difensori rossoblu, tanta corsa da non conoscere risparmio energetico e tanto agonismo. Insomma, tutto ciò che è mancato a Morata, che però viene preferito da Allegri anche oggi nell’undici titolare. Zaza non se la prende, lui gioca. Corre e lotta come sempre, dando l’impressione del solito attaccante a cui nessuno ha mai regalato nulla e che gioca per conquistarsi tutto. Persino un posto da titolare inamovibile in una squadra del calibro della Juventus. Lo fa nell’unico modo che conosce, e che piace tanto alla filosofia di chi grida “fino alla fine” ad ogni partita. Ma stasera proprio non va ed il rischio di esagerare, per uno come lui che ci mette il cuore e la foga anche per bere un sorso d’acqua, è sempre dietro l’angolo.

Sembrava dovesse capitare prima o poi – ricordiamo la gara di coppa Italia col Torino del resto, in cui Allegri pensò bene di sostituirlo ad un certo punto – e contro il Genoa di Gasperini è successo. Il gioco di Zaza piace ai più, conquista gli animi dei combattenti, ma rimane pur sempre al limite. E stavolta l’entrata su Izzo viene punita col rosso dall’arbitro Russo, non appena ha inizio il primo minuto di recupero. Una decisione che comunque pare esagerata, sicuramente altrettanto al limite Del giudizio questa volta. Perchè per punire l’intervento dell’attaccante sembrerebbe poter bastare anche il giallo. Comunque sia fa parte del gioco anche l’errore da parte del direttore di gara. Ma di Zaza in questo caso no. L’attaccante della Juventus avrebbe potuto sicuramente evitare lo scivolone rude sul difensore genoano.

La gara, giunta quasi al termine, del resto non richiedeva tale sacrificio. Ne lo avrebbe richiesto la giocata di Izzo. Un intervento persino non necessario, che adesso costringerà Massimiliano Allegri a schierare nuovamente il tandem formato da Dybala e Morata nel prossimo match contro il Frosinone. Certamente un problema in più per la Juve, che si aggiunge all’infortunio di Mandzukic in vista dei prossimi impegni. Segnale che il processo di maturità portato avanti da Zaza deve ancora ultimarsi, comunque essere portato avanti. Perchè la lucidità sotto porta, per una volta, può mancare anche ad un attaccante quasi infallibile come lui. Tuttavia quella sovrastata dall’eccessiva foga no. Non è da attaccante bianconero, non è tollerabile in una situazione di piccola emergenza come quella vissuta in questo momento dall’attacco di Madama. Servirà anche questa piccola caduta a Zaza per migliorarsi ancora.

Rocco Crea (@Rocco_Crea)

Loading...