Alla Juve, una “tredicesima” parecchio sudata!

Alla Juve, una “tredicesima” parecchio sudata!


A questo punto della stagione contano solo i tre punti. Tutto quel che eventualmente viene in più serve solo a depotenziare il pathos che sempre ammanta un punteggio poco rassicurante. A differenza di quanto avvenuto a Verona la Juventus si è attenuta al minimo sindacale e contro l’agguerrita formazione di Gasperini non ha dato spettacolo, ma bensì lottato molto, governato poco e inscenato una prestazione parecchio sottotono, tant’è che la discordanza fra la prepotente dimostrazione di forza ostentata ai danni del Chievo e lo stiracchiato compitino elaborato per battere il Genoa è stata davvero stridente.

Poco male, i campionati si vincono anche venendo a capo di partite scorbutiche, discretamente sofferte e fisiologicamente inevitabili quando gli impegni, oltre a essere molto ravvicinati, propongono avversari che, a dispetto di quanto afferma Marocchi, puntano sul match con i supercampioni d’Italia tutte le fiches in loro possesso per nobilitare un’annata agonistica assai obliqua.

La prestazione bianconera, ancorché povera di frizzi e lazzi è stata però intrisa di umiltà e, a giochi fatti, non ha provocato particolari stranguglioni a Buffon o a chi, sugli spalti o dagli schermi, sgranava il rosario dei minuti temendo il materializzarsi di una beffa dal cui pensiero, stanti le numerose analogie con certe situazioni autunnali, era abbastanza difficile affrancarsi;

a maggior ragione dopo l’occasione divorata a quattro palmenti dal sacripante di Policoro che, pur senza escludere i meriti di Perin, grida ancora vendetta con la stessa attonita intensità resa celebre a suo tempo dall’olio, tempera e pastelli di Munch.

Madama ha quindi fatto tredici ( record della Casa ). Purtroppo, contrariamente al magico filotto che in altri tempi arricchiva chi lo azzeccava al Totocalcio, ha incassato l’atteso ( tre punti ) pagando per la giocata un prezzo sproporzionato e il riferimento non è indirizzato ai crampi di stomaco che hanno costretto Evra a guadagnare frettolosamente gli spogliatoi, ma bensì al grave infortunio in cui è incorso Martin “Calzelunghe” Caceres; se gli esami confermeranno la temuta lesione al tendine d’achille, l’uruguagio non potrà frequentare il campo per molto, molto tempo. Una vera disdetta!

La situazione sta assumendo contorni inquietanti, ma non è fuori controllo e sarebbe contraddittorio considerarla peggio di quel che appare, a meno che il concetto di intercambiabilità della rosa su cui tanto si è ricamato, valga solo quando i ranghi sono completi…, che poi schierare Padoin sia chiaramente diverso dal consegnare una maglia a Khedira o Asamoah, è noto a “urbi et orbi”. Se non altro, il buon gestore l’ha impiegato in una posizione dove non è letale al contrario. L’abnegazione profusa elargendo podismo gli vale una sufficienza di stima, che tuttavia non inficia di un grammo la penalizzazione imposta alla terra di mezzo sabauda dalla sua presenza.

Nel contesto di una gara scialba, che per larghi tratti pareva giocata in trasferta, si sono particolarmente distinti per brillantezza Juan Guillermo Cuadrado, autentico mattatore di serata, razziante negli spazi come sapeva esserlo l’indimenticabile Barone Causio e generoso in ripiego e il solito, mai troppo lodato, “Gladio” Barzagli, implacabile anche sulle mattonelle che normalmente competerebbero a Chiellini.

L’impressione generale, comunque, è stata quella di un confronto in cui gli zebrati, forse ancora frastornati dal diluvio di elogi piovuti su di loro dopo le ultime vittorie o, peggio ancora, già mentalmente protesi a “quella” partita di cui troppo si ciancia, hanno denunciato una certa svagatezza e qualche renitenza a calarsi nella modalità più consona all’evento.

Si suol dire che non tutti i mali vengono per nuocere e, all’uopo, la sferzata d’aria gelida, dopo tanta, tiepida e carezzevole brezza, aiuterà sicuramente la truppa a non indugiare sul recente passato, giacché, a questo punto, un solo passo falso potrebbe opacizzare la brillantezza di una striscia che, per continuare, richiede l’aggiramento perfetto di trappoloni disseminati ovunque.

Il prossimo è collocato a Frosinone e tutta la concentrazione deve essere focalizzata sull’appuntamento in programma al Matusa ove, tra l’altro, s’impone la cancellazione dello sgarbo ricevuto durante i primi vagiti del torneo in corso.

Il futuro è in ciociaria, con l’auspicio che la riscossione della “quattordicesima” non esuberi i contorni della formalità

Ezio MALETTO ( Twitter @EzioMaletto )

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