Chievo-Juve, alla nebbia ci pensa Pogba

Chievo-Juve, alla nebbia ci pensa Pogba


Questa mattina la nebbia avvolgeva Verona, il Bentegodi si trovava immerso in una nuvola bianca, le voci si rincorrevano, la partita stessa era a rischio. Tutto ad un tratto la vista è divenuta chiara, chi si è trovato sugli spalti ha potuto godere di una panoramica mozzafiato: si è accesa la luce di Pogba. Il francese come un raggio di sole ha attraversato le nubi e a spallate le ha spazzate via.

IL PRIMO TEMPO – Contro i clivensi Paul gioca una delle migliori partite della sua formidabile stagione, Paul gioca bene, anzi di più gioca da Pogba, quello vero made in France. Brilla e giganteggia, fraseggia delicatamente con Dybala, rincorre, sovrasta gli avversari fisicamente, e poi ci prova, tira forte, molto forte, e ancora, a giro, si arrabbia, fino ad arrivare alla rete ed un assist. Nel primo tempo il francese è praticamente incontenibile, quando gli arriva la palla, lui accelera e lascia, quasi sempre, tutti dietro per poi mettersi a dialogare di fino con la Joya o con Morata. Se l’appoggio centrale manca, allora, si allarga a sinistra su Alex Sandro, pronto a scendere, o a destra, dove Lichtsteiner viene sempre servito in profondità. Se gli gira allora esagera e fa tutto solo, tenta la fortuna più volte: di violenza da lontanissimo, di controbalzo, d’effetto, di scavetto.

IL SECONDO POGBA – Le iniziative “troppo” personali, però, non piacciono ad Allegri e allora Paul deve cambiare registro. Il suo secondo tempo è da campione vero, alle giocate stratosferiche viene aggiunto l’ordine e l’equilibrio. L’incoscienza del francese unita al buon senso, preteso dal tecnico toscano, dà vita ad un mix esplosivo. Pogba arretra e s’inserisce, s’inserisce talmente bene da trovarsi in area avversaria con continuità. Arriva così l’assist per Alex Sandro, il francese stoppa a seguire e allarga, il brasiliano la mette dentro. Poco dopo finalmente è il turno di Paul: è gol (e che gol!). La rete è da applausi: controllo, dribbling e palla piazzata nell’angolino. Che dire, a Verona la nebbia c’era poi si è acceso Pogba.

Carlo Iacono (CarloIacono7)