Le voci della Nord - Se queste son riserve

Le voci della Nord – Se queste son riserve


Ci son periodi così: non fai a tempo a godere del successo contro la Roma che subito ti trovi davanti un’altra rivale storica. Cambia la competizione, non l’effetto che l’Inter suscita nei tifosi, soprattutto dal 2006 in avanti. E lo Stadium si presenta col vestito della festa, pienone e colpo d’occhio splendido, con tanto di coreografia della Sud. E dire che è “solo” Coppa Italia. Forse il segreto della Juve è proprio qui: non esiste “solo”, ogni partita è uguale alle altre, ogni partita ha un solo risultato, la vittoria. Solite scene di disorientamento in qualche tifoso occasionale che ha approfittato del posto lasciato libero da qualche abbonato e partita che inizia con qualche buco sugli spalti che si riempirà in breve. La formazione è quella annunciata o quasi, con Neto a far rifiatare Buffon, ammesso che ne abbia bisogno considerando che avrà fatto 5 parate nelle ultime 11 partite, Asamoah al posto di Khedira (doveva giocare Sturaro ma ha la febbre), Cuadrado in fascia destra e Morata in avanti al posto di Dybala. Evra gioca di nuovo complice la squalifica in campionato che lo terrà fuori domenica, e ben venga vista l’ennesima prova impeccabile del francese, mentre Caceres occupa la posizione di destra dei tre in difesa. Curiosità tattica: dalla Nord ci accorgiamo subito dell’inversione dei due di centrocampo. Per non snaturare troppo Asamoah, rimane lui sul centrosinistra con Pogba spostato sul centrodestra. Si inizia attaccando sotto la Nord e la prima cosa che si nota sono i fischi, assordanti, a Felipe Melo ogni volta che tocca palla. Sono lontani i tempi del Galatasaray quando alla fine della partita di Champions venne sotto la curva a salutare e ricevere un applauso inaspettato. Di sicuro non hanno giovato le frasi pronunciate in estate appena approdato alla corte di Mancini. Pur senza strafare, la Juve prende possesso della partita, eppure i tifosi nerazzurri sembrano soddisfatti, al punto che verso metà del tempo intonano un “vi vogliamo così!”. Sorrisi divertiti in curva, considerando che non avevano quasi visto palla e soprattutto non avevano ancora mai tirato in porta. La Juve ci prova e siamo testimoni oculari del fallo di mano clamoroso di Medel che si butta piuttosto goffamente per intercettare una punizione battuta da Cuadrado dalla sinistra. Braccio troppo lontano dal corpo per giudicare il movimento consono. ma per l’arbitro sarà solo angolo. Ancora Cuadrado, autore di una prestazione davvero superba, si procura in collaborazione con Morata il rigore del vantaggio. Atterrato in area da Murillo, rigore sacrosanto e cartellino che avrebbe dovuto essere rosso e invece è solo giallo. Proteste della curva, e anche dai tifosi ospiti che pensano che il rigore non ci sia. Hanno torto, è nettissimo. Sul dischetto Morata, che viene infastidito da diversi giocatori dell’Inter che provano a innervosirlo. Non segna da troppo tempo, davanti c’è Handanovic per cui segnare non è così scontato. In un colpo solo Morata calcia rigore e paura, palla nel “sette”, esultanza sfrenata. Per la Juventuuuusss ha segnatoooo il numero noveeee Alvarooooo MORATAAAAAA!!! Ha segnato sotto di noi, la Nord ha portato bene ancora.

Davvero una bella Juve, che sa sempre cosa fare palla al piede: Asamoah corre e salta l’uomo come se non fosse mai stato fermo, Morata lotta su ogni palla, ha voglia di spaccare il mondo e si vede, Cuadrado fa più o meno quello che vuole indipendentemente da chi si trova davanti. L’intervallo scappa via veloce, in queste partite è così, c’è troppa voglia di vedere il secondo tempo. Ci si aspetta la reazione dell’Inter, che non arriverà mai. Una serie infinita di trame orizzontali, con indice di pericolosità prossimo allo zero. Kondogbia, di cui abbiamo scritto ieri, si conferma giocatore sopravvalutato e sicuramente nemmeno avvicinabile al gemello Pogba, Asamoah stesso “gli dà la paga” come si dice in Romagna; Medel e Melo non sanno incidere nella manovra offensiva, Ljajic si muove poco e male, Jovetic quasi non vede palla. La beffa delle beffe per i nerazzurri arriva al minuto 63 quando su una bellissima percussione di Evra la difesa dell’Inter respinge male, e Morata viene servito da… Melo. Alvaro ha la prontezza di riflessi giusta per girarsi alla grandissima e infilare di prepotenza Handanovic per la seconda volta. Cuadrado regala l’ennesima emozione della sua partita perfetta facendo espellere Murillo per secondo giallo, con un intervento che letteralmente abbatte il nostro colombiano. C’è ancora il tempo per l’ingresso della Joya, che fa impazzire lo Stadium con il gol del 3-0 che chiude la partita e mette una seria ipoteca sulla qualificazione alla seconda finale consecutiva di Coppa Italia.

Solo buone indicazione per Allegri da questa partita: che Asamoah, che Cuadrado, che Morata. Se queste son riserve, ditecelo voi. I trofei si vincono con rose profonde, e quella della Juve, mai come quest’anno, lo è.

Dario Ghiringhelli (@Dario_Ghiro)