Juve, Morata e il rigore della svolta: 115 giorni dopo, riecco Alvaro

Juve, Morata e il rigore della svolta: 115 giorni dopo, riecco Alvaro


Ieri sera allo Stadium, è stata festa grande per il popolo bianconero: 3-0 all’avversario di sempre e semifinale (facendo i giusti scongiuri) archiviata. Inter annichilita da una Juventus ben messa in campo capace di conquistare la 14esima vittoria di fila tra campionato e Coppa Italia, anche cambiando qualche interprete dell’ormai sempre più collaudato 3-5-2 di Allegri. Mattatore della serata: Alvaro Morata. Che si riscatta dopo un avvio di stagione non esaltante.

MOMENTI NO – L’inizio di stagione dello spagnolo, non ha rispecchiato le aspettative dopo la cavalcata mostruosa che ha permesso alla Juventus di conquistare la finale di Champions League. Morata, proprio come un anno fa, ha faticato a trovare la giusta condizione fisica complice l’infortunio rimediato ad inizio campionato che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per più di un mese. Tornato a disposizione della squadra, Alvaro ha patito i vari cambi di modulo che Allegri ha varato. Dal 4-3-1-2 al 3-5-2 finale passando per il 4-3-3. Proprio con questa disposizione offensiva, lo spagnolo ha trovato maggiore difficoltà ritrovandosi ad andare su e giù per la fascia, allontanandosi dalla zona che gli compete: l’area di rigore. Con la partita di ieri, l’attaccante bianconero si è scrollato di dosso preoccupazioni e ansie da prestazione che potranno consentirgli maggiore tranquillità nelle prossime partite.

LA SVOLTA – Perché ciò che fa davvero notizia nella notte di Torino e che fa gioire il tecnico toscano insieme ai tifosi della Juventus, è proprio il ritorno al gol di Alvaro Morata che non siglava una rete dal 4 ottobre, 115 giorni fa, quando fu il migliore in campo contro il Bologna, sempre allo JStadium. Morata sentiva questa partita e lo aveva confidato anche alla stampa spagnola dopo Juventus-Roma: “Mercoledì è la mia partita, devo svegliarmi”. Detto fatto.

11 METRI – Quanto è distante la felicità per un attaccante a secco di gol? Forse solo undici metri. Undici come quelli che hanno permesso a Morata di sbloccarsi, di tornare ad esultare per un suo gol e non più solo per quelli dei compagni di squadra. Dapprima trasforma dal dischetto, poi gela Handanovic con un tiro ravvicinato dopo il tocco maldestro di Felipe Melo. E di nuovo sotto la curva, stavolta la Sud, a raccogliere gli abbracci di chi gli è stato sempre vicino.

Michele Ranieri

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