Football Legends – Dal football al fútbol: quando i sudditi di Sua Maestà diedero vita al sogno spagnolo

Football Legends – Dal football al fútbol: quando i sudditi di Sua Maestà diedero vita al sogno spagnolo


BarcellonaLa situazione politica in cui verte la Spagna alla fine dell’ottocento è alquanto particolare: il 29 dicembre 1874 il generale Martinez Campos dichiara il fallimento della Prima Repubblica, al potere ritorna la dinastia dei Borbone. Ma come, non erano in esilio in Gran Bretagna? Sì, ma durante il periodo d’esilio Alfonso XII, figlio di Isabella II, non ha mai perso contatti con la sua terra, tenendosi ben stretti i rapporti con Antonio Canovas, alla guida del partito Liberal-Conservatore. La monarchia costituzionale andrà avanti fino al 1923, quando Miguel Primo de Rivera, Capitano generale della Catalogna, con un colpo di stato instaura un regime totalitario, seguendo la scia tracciata da Germania, Polonia, Portogallo, Russia e Italia. Il vento totalitarista, infatti, non risparmierà nemmeno l’Iberia, ma di questo ne parleremo nelle prossime puntate.

In questo periodo, l’Inghilterra aveva interessi – forti, molto forti – in due città spagnole: Huelva, città dell’Andalusia in cui alcuni capitalisti inglesi avevano investito nel settore delle miniere, e Bilbao, dove venivano esportate materie prime necessarie per l’industria basca. E, fin da quando l’hanno inventato, i sudditi di Sua Maestà hanno l’abitudine di esportare il foot-ball ovunque essi abbiano uno straccio di interesse economico, politico, o culturale.

La prima squadra calcistica, che forse è meglio definire “Sociedad de Juego de Pelota”, dato che era inserita anche nel campo del tennis e del cricket, altri due sport molto diffusi oltremanica, viene fondata a Huelva da un medico scozzese, dr. Williams Alexander Mackay, con lo scopo di offrire uno svago ai minatori che lavoravano in quella zona d’Andalusia. Il Recreativo Huelva è la seconda squadra più antica della penisola iberica, dato che la prima è stata fondata in Portogallo ed è l’Academica de Coimbra. E forse 50 km di distanza dalla frontiera con il Portogallo non sono poi così tanti, nemmeno nel XIX secolo.

L’altra regione in cui gli inglesi avevano grossi interessi economici è quella dell’Euskadi, ed è proprio a Bilbao che nasce il Bilbao Foot-ball Club. La voglia di calcio, però, è talmente elevata da portare alla nascita di un altro club, l’Athletic Football che, dopo un periodo di rivalità durato appena tre anni, si fonde con il Bilbao Club per dare vita alla squadra che per la comunità basca rappresenta quasi una nazionale, simbolo di un’identità calcistica, politica e culturale: con 33 membri fondatori più un presidente nasce l’Athletic Bilbao.

Anche in Catalogna non stanno con le mani in mano, ma anche qui è necessario l’intervento di uno straniero per accendere la scintilla del football. Hans-Max Gamper, un ragazzo proveniente dal Canton Zurigo e considerato un calciatore di assoluto livello, si reca a Barcellona per la prima volta nel 1888, durante un momento di sosta dei suoi viaggi in Africa, dove da qualche anno intratteneva rapporti riguardanti il commercio dello zucchero, per fare visita ad uno zio. Nella città di Gaudì inizia a lavorare, a giocare a calcio nella comunità protestante locale e a collaborare con una rivista, chiaramente a carattere sportivo, chiamata Los Deportes. Ed è proprio tramite le pagine di questo periodico che il 22 ottobre 1899 comunica la decisione di voler fondare un club. I riscontri sono positivi fin da subito, e il 29 novembre 1899, in presenza di undici calciatori – tra cui uno, curiosamente, porta il nome di Carles Pujol – viene fondato il FC Barcelona, che l’8 dicembre dello stesso anno disputa la sua prima partita, persa per 1-0 contro una rappresentativa di inglesi residenti in Catalogna. “Abbiamo ancora molto da insegnare a questi qui”, pensarono, con ogni probabilità, gli inglesi.

I primi club formati in Catalogna furono Palamós CF, Català SC, FC Barcelona, Hispania AC e Soc. Española F. Il presidente dell’Hispania, Macaya, decise di organizzare una competizione che andasse a coinvolgere tutte le squadre della regione e di mettere in palio un trofeo: la Copa Macaya. È così che nasce il primo campionato catalano, il primo torneo calcistico ufficiale disputatosi in Spagna. Il torneo, però, fu abbastanza controverso: alcune squadre decisero di ritirarsi in avvio; spesso capitava che una squadra non si presentasse a giocare, regalando i punti della vittoria all’avversario, ma soprattutto, a torneo in corso, il Barcellona decise di abbandonare la competizione per via di alcune decisioni ritenute “ingiuste”. Fu così che a laurearsi Campione di Catalogna fu l’Hispania AC.

In Castilla, invece, il calcio si diffuse tra i banchi della  Institución Libre de Enseñanza, una delle più importanti istituzioni private di Spagna, in cui si diffondevano ideali progressisti. Nel 1895 venne fondato il Football Sky da un gruppo di studenti inglesi, ma dopo cinque anni di vita questa società si sciolse: dalla scissione nacquero il New Foot-Ball de Madrid e il Club Español de Madrid.

Espanyol, Barcellona, CF Madrid, New Football Club di Madrid e Club de Vizcaya – una selezione comprendente i migliori calciatori delle due squadre che confluiranno a formare l’Athletic Club di Bilbao – sono invitate a prendere parte alla “Copa de Coronacion”, istituita per celebrare l’incoronazione di Alfonso XIII. Il Club de Vizcaya, che ne segnerà 5 contro l’Espanyol e addirittura 8 al New Football Club, affronta in finale il Barcellona, che ha battuto il CF Madrid. I Baschi sono senza dubbio più forti e, per l’occasione, gli azulgrana decidono di prendere in prestito tre dei migliori giocatori dell’Hispania. Quelle che si affrontano, in sostanza, sono due all-star team: uno della Catalogna ed uno dei Paesi Baschi. A laurearsi campioni saranno quelli del Vizcaya, grazie alle reti di Astorquia e Cazeaux, ma quella Coppa, per uno strano caso, non sarà mai riconosciuta all’Athletic Club.

Corrado Parlati

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