Juve-Verona, le pagelle dei bianconeri: la perla, la risposta, la fame. Ma quale carbone...

Juve-Verona, le pagelle dei bianconeri: la perla, la risposta, la fame. Ma quale carbone…


L’Epifania potrà anche portarsi via tutte le feste, ma lo spirito di questa Juventus resta intatto: altra vittoria, ottava di fila in campionato. E il merito è di tutti: da quel guizzo di Buffon alla perla di Dybala, passando per il sacrificio di Morata e la testata, che sa tanto di risposta, di Leonardo Bonucci.

Ma ecco le pagelle dei bianconeri!

BUFFON 6.5 – Maglia nera color carbone, ma quant’è dolce questo Buffon. Una sola parata: ma in allungo, ma con le dita distese al massimo dopo un colpo da biliardo di Pazzini. Ecco: cosa c’è da aggiungere?

CACERES 6.5 – Che fai se i tuoi tifosi han voglia vederti in panchina? Giochi alla grande. Facile facile, senza sbavature. E con nessuna voglia di abbandonare tutto questo.
RUGANI 6 – Altri minuti, bene così. La maglia dal primo minuto arriverà.

BONUCCI 6.5 – Il decimo gol nella giornata della sua duecentocinquantesima presenza in bianconero: cifre tondissime per Leonardo Bonucci. Tonde quanto quel pallone che scaraventa in rete, di testa, con tutta la forza che ha in corpo. I fantasmi post Carpi annientati, manco fosse un ghostbuster.

CHIELLINI 6.5 – Solita grinta, solita garra. E solita fascia per coprire l’ennesima ferita di guerra.Sanguina ch’è un piacere, Giorgio Chiellini. Poi ritorna, accorcia e si fa sentire. Routine. Dolcissima.

LICHTSTEINER 6.5 – Pronti, via: sfiora il gol. Poi si fa male, poi si rialza, poi si nasconde. Bene dietro, sempre più continuo in avanti.

KHEDIRA 6 – Il talismano continua a fare il suo: correndo, recuperando e dando un enorme fastidio alla manovra avversaria. Non appare, ma c’è. Eccome.
STURARO 6 – Cuore oltre l’ostacolo: sempre. Ma oggi riprende gradualmente, tant’è che neanche mena così forte: solo un intervento al limite, Halfreddson abbattuto. Giallo. E vabbè…

MARCHISIO 6 – Voce del verbo ‘filtrare’. Che Claudio Marchisio sa anche coniugare in tutte le lingue del mondo. Bene nella gestione della manovra, un po’ meno appariscente. Ma obiettivamente: con una costanza del genere, chi se ne frega.

POGBA 7 – Viaggia sempre al limite tra sfrontatezza ed estremo talento. Gioca bene, pure troppo. Perché sta alla grande e vuole dimostrarlo. Insomma: prendere o lasciare. E non c’è un motivo valido per non prendere. Neanche uno.

ALEX SANDRO 6.5 – Mettiamola così: quando rientra, difende alla grandissima; quando attacca, invece, è sempre pericoloso. Signore, signori: ma davvero avete ancora dubbi? Dai, su.

DYBALA 7.5 – L’Epifania è tutta nei suoi piedi: è che Paulo Dybala è una continua rivelazione. È arrivato per sostituire Tevez, oggi ha fatto anche il Pirlo. Una perla, una magia, la bellezza del calcio che ti s’attacca addosso e non vuole andarsene. E quanto brilla, ‘sto gioiello.

MORATA 6 – Digiuno, ancora. E va bene il sacrificio, va bene lo spirito: però quell’unico tiro in porta – ben parato – diventa l’immagine, un po’ triste, della sua partita. Tocca rifarsi, e alla svelta.
ZAZA 6.5 – Un gol ogni 63 minuti: basterebbe questo, no? E basterebbe a spiegare tutto: la voglia, l’abnegazione. La fame: totale. Il mercato chiama, Simone nel frattempo risponde sul campo. Da uomo in più. Che meriterebbe altra considerazione.

ALLEGRI 7 – Dentro Caceres, e ha ragione. Ma è un’altra storia con quest’abbondanza. Bene, Max: ora puoi goderti l’ottava sinfonia di fila.

Cristiano Corbo