Rinnovamento, un discorso sempre attuale in casa Juve

Rinnovamento, un discorso sempre attuale in casa Juve


In estate la Juventus ha scombussolato gli equilibri e i meccanismi con un mercato coraggioso in uscita, all’insegna del rinnovamento e della chiusura di cicli al capolinea; l’età di Pirlo, la voglia di casa di Tevez e le bizze di Vidal hanno suggerito alla dirigenza di rischiare tre cessioni illustri, potenzialmente deleterie per gli assetti in campo. Considerando il quasi Triplete del giugno 2015, la scia di entusiasmo poteva essere spezzata da scelte apparentemente azzardate, senza paracadute. Dove trovare un regista come Pirlo? E un trascinatore come Vidal? Un leader come Tevez?

I movimenti in entrata hanno soddisfatto a metà, ma la Signora ringiovanita ha ritrovato se stessa dopo diverse settimane di smarrimento. I nuovi acquisti hanno rimpolpato il sistema e, agli occhi degli intenditori, la squadra pare avere lo stesso carattere dello scorso anno.

Finiti gli scossoni? No. La dirigenza ha fatto più volte capire che l’intenzione è quella di ritoccare l’organico cammin facendo, senza arrivare ad un punto di ripristino totale, dannoso per tutti. La difesa è il reparto più usurato, con Barzagli e Buffon nettamente sopra i trent’anni e Chiellini lì vicino; Rugani è già in rosa, ma non basterà solo lui per garantire energia al pacchetto. Neto, come vice Buffon convince a metà, tant’è che sul mercato si è seguito Alisson, portiere brasiliano dell’Internacional.

Resta sempre il “problema del regista”, mansione che solo Marchisio non può svolgere in una stagione, così come l’alternativa a Lichtsteiner, al momento rappresentata dal dubbio dei 25 milioni per Cuadrado. E il trequartista? E gli esterni? Sicuri che Allegri sposi per sempre il 3-5-2?

Insomma, le variabili in casa Juve sono ancora tantissime, il lavoro da fare continuo, necessario per restare nel meglio del calcio italiano ed europeo. L’importante è che sia la società che il gruppo che si allena a Vinovo siano disposti, come sono in realtà, ad assorbire i cambiamenti. A tal proposito calza a pennello la frase de “Il Gattopardo”: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.”

 

Roberto Moretti

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