Carpi-Juve, settebello servito. Ma così non va bene: ci vuole concentrazione

Carpi-Juve, settebello servito. Ma così non va bene: ci vuole concentrazione

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Lo spogliatoio della Juve, alla fine della gara contro il Carpi, avrà tremato. E la cosa fa notizia, se pensiamo che la Vecchia Signora ha inellato il settimo successo consecutivo. Ma il modo in cui è maturata quest’altra vittoria non può lasciare tranquilli, specialmente ti chiami Juventus: la rabbia di Allegri esemplifica alla perfezione questo concetto.

Il peggiore in campo, a Modena, è stata la concentrazione di Buffon e compagni: assente ingiustificata, a tratti. Perché l’ennesimo gol subito al primo tiro degli avversari non è solo questione di sfortuna, così come l’autogol di Bonucci. Quando l’attenzione cala, capitano errori del genere. Ma, se si vuole crescere davvero, si devono evitare queste figuracce.

Il colpevole principale, agli occhi di tutti, è Bonucci: troppo molle in marcatura in occasione del primo gol, autore dell’autorete che ha riacceso le speranze dei padroni di casa (almeno sulla carta). Non c’è dubbio che il difensore viterbese sia incappato in una giornata negativa, ma la colpa non può essere solo sua.

Se n’era accorto Allegri, che martellava senza sosta, nonostante il risultato all’apparenza comodo. Vederlo tanto arrabbiato, come mai da quando siede sulla panchina bianconera, è un segnale: c’è voglia di crescere e non sono ammessi passi falsi. Non si devono cercare alibi, almeno davanti al gruppo, anche se la condizione fisica può incidere: in questo senso, la sosta natalizia servirà per ricaricare le pile.

Negli ultimi minuti, infatti, s’è registrato pure un vistoso calo fisico, accompagnato da un progressivo rilassamento. Il Carpi non darà le motivazioni del Bayern Monaco, ma errori del genere possono risultare fatali ad alti livelli: una rete subita a freddo può essere fatale; basta ricordarsi gli ottavi di qualche anno fa, proprio contro i bavaresi, quando Alaba punì Buffon a pochi minuti dall’inizio.

Una squadra giovane deve abituarsi a macinare gli avversaria, per arrivare ai grandi impegni con un’altra attitudine. E, dunque, questa è la vittoria che più sa di sconfitta delle ultime sette. Che sia di lezione per tutti, nessuno escluso.

Felice Lanzaro (@FeliceLanzaro)

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