Pogba e la maledizione dell'Europeo di Francia

Pogba e la maledizione dell’Europeo di Francia


pogbaIn tanti si interrogano sulla strana stagione di Paul Pogba. Quello che il mercato estivo aveva ribattezzato come il nuovo “mister 100 milioni”, dopo che il pesantissimo soprannome era stato portato da Gareth Bale qualche mese fa, sembra aver subito una clamorosa involuzione caratteriale prima ancora che tecnica. Il ragazzo non ha disimparato a giocare, come testimoniano alcune grandi giocate che ancora gli riescono, ultima in ordine di apparizione l’apertura illuminante con l’esterno che ha mandato in porta Dybala dando il via all’azione per il gol del sorpasso sulla Fiorentina domenica scorsa. Ma è anche vero che questa “perla” è giunta al termine di un’altra prestazione, l’ennesima a onor del vero, molto al di sotto non solo delle potenzialità del ragazzo, ma anche di quelle che sono le sue possibilità diciamo così standard. Prestazioni che diverse volte quest’anno hanno portato ai mugugni di parte dei tifosi presenti allo Stadium, che in più di un’occasione si sono trovati a lamentarsi di uno dei propri beniamini. Soprattutto per i troppi fronzoli, per il tentativo della giocata sempre d’effetto piuttosto che quella semplice, e di quei tiri da lontano che no, non gli vengono proprio più. Fortunatamente per lui e per noi, quei lampi di genio estemporaneo al momento mascherano abbondantemente le parti opache delle prestazioni, ma certo è che ci si chiede cosa succeda al giovane parigino. Le cause sono state cercate in lungo e in largo e le possibili soluzioni non sono mancate: il peso della maglia numero 10, troppo per un ragazzo così giovane e che per giunta un 10 non è, con tanto di quel misterioso “+5” comparso in alcune partite che sembrava voler esorcizzarne l’importanza; la partenza di compagni di reparto quali Vidal e Pirlo, non certo due comparse nel nostro campionato, che non gli consente di esprimere al meglio tutto il suo repertorio (cosa parzialmente confermata da prestazioni migliori quando vicino ci sono Marchisio e Khedira); l’incapacità di caricarsi il peso di una squadra intera sulle spalle, figuriamoci poi se questa squadra è la Juve tetracampione d’Italia. Tutte opzioni plausibili, e in qualche modo veritiere.

Ma c’è qualcosa che nessuno ha ancora preso in considerazione. Qualcosa che va oltre le difficoltà dello stare in campo, del dribbling di troppo, dello stop mancato. Quel qualcosa si chiama Euro 2016. Non sarebbe la prima volta che un giocatore francese disputi un campionato per così dire sottotono nell’anno che porta a una delle due principali kermesse internazionali, soprattutto se deve esserne la consacrazione definitiva, e ancora più se, come questo che si avvicina, sarà un Europeo che per Paul si giocherà in casa. Le pressioni non sono solo dal mondo Juve, ma la nazionale dei galletti fa grande affidamento sul nostro numero 10 per riconquistare un trofeo che oltralpe non vincono dagli anni d’oro di Zidane, altro grande transalpino del nostro recente passato. E proprio il pensiero a Zidane ci ha fatto ipotizzare questo retroscena, memori di come anche Zizou, nell’anno che condusse al Mondiale francese poi vinto proprio dai padroni di casa, avesse disputato un campionato non all’altezza del fuoriclasse che era. Lo stesso Deshamps, nemmeno a dirlo altro grande ex bianconero, non fa nulla per alleggerire la pressione, indicando continuamente in Pogba il vero faro dei Bleus.

Dobbiamo dunque sperare che quella dell’Europeo di Francia non sia davvero una maledizione, ma che anzi Pogba possa trarre nuove energie dal voler essere protagonista anche con la sua nazionale per poter esserlo già con la Juve. Lo abbiamo visto in questi giorni cantare insieme a Evra e agli altri compagni gli auguri di Natale ai tifosi, e il ragazzo pare comunque sereno e convinto della sua permanenza in bianconero. Esulta ai gol, si arrabbia quando sbaglia, insomma la voglia c’è, la determinazione anche. Deve solo liberare la testa. Solo. Perchè Euro 2016 non sia un peso, ma un traino per averlo al meglio nella seconda metà della stagione, magari già a febbraio quando tornerà a suonare la musichetta della Champions e avremo bisogno del vero Pogba.

eva

Dario Ghiringhelli (@Dario_Ghiro)

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