ReLIVE - Allegri in conferenza: "Continuità e pochi errori, ecco quando rientrerà Khedira. Morata? Può stare anche fuori. E non convocherei Dybala perché..."

ReLIVE – Allegri in conferenza: “Continuità e pochi errori, ecco quando rientrerà Khedira. Morata? Può stare anche fuori. E non convocherei Dybala perché…”


IN MEZZO – “Abbiamo già giocato con Hernanes davanti alla difesa e Marchisio mezzala, Claudio può assolutamente farlo. Credo che Lemina sia un giocatore che si sta ambientando, ha fatto buone partite ma deve crescere. Deve dare continuità anche agli allenamenti, ha avuto problemi al ginocchio. La continuità degli allenamenti è fondamentale, lo dimostra come sta ora la squadra”.

DOMANI – “Partita molto difficile, che va aggredita. Troveremo un Palermo in forma, un ambiente caldo con 40mila persone che spingeranno per battere la Juve, che sarebbe un risultato straordinario. Serve cattiveria ed una buona tecnica, sarà complicata. Non bisogna abbassare l’attenzione, siamo indietro in campionato: se vogliamo trovarci davanti, bisogna dare continuità a questi risultati. Altrimenti rimaniamo nel limbo di metà classifica e non va bene”.

GLI ESTERNI – “Scelta a coppie? Si può giocare con Lichsteiner-Evra, com’è successo. Scelgo a seconda delle condizioni, possono giocare tutti”.

INFORTUNATI – “Caceres non ha niente di particolare, ma ha questo problema da quando è tornato dalla Nazionale. Si era allenato, poi si è fermato di nuovo. Torna Padoin, Pereyra invece tornerà dopo la Lazio. Asamoah torna settimana prossima con la squadra, Hernanes è ancora ai box. Khedira in tre o quattro giorni riprenderà con la squadra”.

SU ZAMPARINI – “Zamparini? Va saputo ascoltare, è abbastanza focoso. Basta vedere gli allenatori che ha cambiato, e fa parte pure del personaggio. Va preso in modo scherzoso”.

SU MORATA – “Una grande squadra deve avere grandi giocatori. La Juventus ha quattro giocatori importanti davanti, più Cuadrado. Più di due non posso far giocare, o perlomeno si può giocare a tre ma a seconda delle caratteristiche. Morata è stato fuori due partite, ma può capitare a Mandzukic e Dybala. Ci sono cinquanta partite, non giocano sempre gli stessi. O al massimo posso chiedere una deroga per giocare in dodici, o tolgo il portiere. Ma anche nelle altre squadre ci sono giocatori che stanno fuori. Morata diverso? Ci sono momenti in cui si fa meglio, altri peggio. Morata ha patito un infortunio, ora sta facendo delle buone cose. Ha tante e grandi capacità, ma magari Mandzukic ci garantisce delle cose all’interno della squadra di cui il gruppo può beneficiare. Morata è un giocatore come tutti gli altri che passa dei momenti, le scelte dell’allenatore sono giuste quando si vince. L’importante è che la Juve vinca. Alla fine dell’anno i grandi giocatori comunque faranno la differenza. Come Evra ed Alex Sandro, che mercoledì ha giocato bene. Quando c’è competizione, è un bene. Se la Juve vuole stare ad ottimi livelli, la rosa deve avere grandi giocatori. Può giocare? Non so se può giocare, forse non convoco neanche Dybala per non evitare polemiche”.

PIU’ ENERGIE IN EUROPA – “La differenza non è dovuta alla maggiore concentrazione in Europa, ma ai tanti infortuni, ai tanti cambi. Siamo migliorati davanti, fisicamente, come condizione atletica. E anche singolarmente. Così cresce la squadra. Alla fine contano i risultati, ti fanno lavorare in un certo modo. Non è che una squadra è forte perché ha fatto due risultati, o viceversa. Dipende dall’autostima, che cresce o diminuisce. Questo influisce sui risultati. In questo momento veniamo da tre vittorie di campionato, da una qualificazione in Champions – secondo obiettivo stagionale – e se saremo molto bravi arriveremo primi. In campionato le motivazioni non sono diverse, ma abbiamo avuto delle difficoltà. Ora stiamo meglio, giochiamo meglio e abbiamo un’attenzione diversa. È una crescita importante”.

METODO PER MIGLIORARE – “Ne conosco soltanto uno: lavorare. Credo che un giocatore possa sempre migliorare, dall’inizio alla fine. Ma dev’essere nella volontà di migliorare. La convinzione e la voglia, con l’entusiasmo degli allenamenti, servono a migliorare. È l’obiettivo massimo, che non è soltanto quello della vittoria. È un obiettivo grande per me, ma il vero obiettivo è diventare una grande squadra. Serve però migliorare tutti i giorni. In Italia magari c’è il vantaggio della tattica, anche è una competizione diversa rispetto alla Champions”.

MODULO ADATTO – “3-5-2 preferito dai giocatori? Quindi parlate con i calciatori, vi dicono la formazione? Questa squadra va in campo a seconda delle caratteristiche dei calciatori, se dovessi giocare col trequartista o col terzo d’attacco, si giocherebbe in dieci dati gli infortunati. L’atteggiamento fa la differenza, non i moduli. Così rimaniamo molto limitati, perché se si vedono le squadre europee, loro hanno grandi giocatori, con grandi qualità. Questo fa la differenza, e questo è l’obiettivo che mi diedi quando arrivai alla Juventus. E credo che sia cresciuta, la squadra. Mercoledì abbiamo avuto una prova, abbiamo vinto contro tanti campioni. Ma bisogna lavorare ancora tanto per arrivare a quei livelli. Sicuramente giocheremo gli ottavi, speriamo da primi della classe per evitare quelle squadre che in questo momento sono superiore alle altre. È impossibile giocare contro il Bayern ed il Barça, oltre che al Real. Bisogna migliorare la velocità di passaggio, bisogna sbagliar meno. Questo non c’entra nulla col modulo, quando si ha la palla occorre giocare meglio: così si arriva ad essere una squadra di livello europeo. Questo è ciò che voglio. Non mi piace rimanere ristretto al campionato italiano”.

Manca pochissimo, poi tutti in Sicilia. Al Renzo Barbera, infatti, andrà in scena la giornata numero quattordici del torneo di Serie A: sarà il Palermo ad ospitare una Juventus in buonissima forma, reduce da quattro successi consecutivi tra campionato e Champions League.
Seguite la conferenza di Massimiliano Allegri su SpazioJ, siamo in diretta dal centro sportivo di Vinovo.

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