Juve-City, l'analisi dell'attacco: Mandzukic cannibale, Dybala è una mina vagante

Juve-City, l’analisi dell’attacco: Mandzukic cannibale, Dybala è una mina vagante


I bianconeri volano agli ottavi di Champions e con un punto a Siviglia, nell’ultima giornata, possono passare da primi della classe. Serata da vera Juve: squadra grintosa, concentrata e intensa. Allegri incarta il City e indovina uomini e tattica: Mandzukic, schierato in coppia con Dybala e preferito su Morata, sfodera un prestazione degna dei tempi del Bayern Monaco e il 3-5-2, modulo rispolverato già in casa contro il Milan, si rivela il vestito perfetto per le serate di gala.

SUPERMARIO – Il croato, in formato “SuperMario”, è l’eroe della serata, suo, infatti, il goal partita che permette ai bianconeri di superare gli inglesi del City. Mario fa reparto da solo, si esalta nel lavoro di squadra, sgomita, ripiega ed è sempre il primo ad alzare il pressing sulla difesa avversaria. Tuttavia, un uomo d’area di rigore vive per il goal e lo trova con forza ed esperienza, sfruttando, al minuto 18′, un cross al bacio di Alex Sandro. Sfiora il raddoppio con una girata a volo di destro, neutralizzata da un grande intervento di Hart. Al 54′ lascia il campo per un piccolo problema fisico, al suo posto Morata. Alvaro entra con il piglio giusto e con la voglia di spaccare il mondo, si muove da prima punta, sotto consiglio del tecnico, e riesce a fornire una prova sufficiente, ritagliandosi due opportunità, purtroppo non sfruttate, per chiudere la partita: al 57′ si ritrova a tu per tu con il portiere avversario perdendosi, però, in un pallonetto, al 78′ è strepitoso nel superare Clichy e Otamendi ma spara sull’estremo difensore.

SCHEGGIA IMPAZZITA – L’argentino Dybala parte, ancora, da titolare dopo l’esaltante prestazione fornita contro i rossoneri. Nei primi minuti sbaglia qualche tocco di troppo e dà l’impressione d’essere appannato e pigro, ma è solo un impressione perché, ancora una volta, i suoi numeri sono da impazzire (da applausi il doppio dribbling su Sagna e Navas). Paulo è sempre più seconda punta: gioca tra le linee e viene a prendere palla a centrocampo per far ripartire l’azione, in pieno stile Apache. Prova la conclusione in un paio d’occasioni non trovando, però, la rete. Esce, sempre tra gli applausi, al 82′ sostituito da Cuadrado. L’esterno colombiano ha poco tempo per mettersi in mostra, non riesce, comunque, a sfruttare due ripartenze potenzialmente pericolose.

Carlo Iacono

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