Allegri chiama, Mario risponde. Fiducia, grinta e corsa per la torre croata

Allegri chiama, Mario risponde. Fiducia, grinta e corsa per la torre croata


Macchinoso, lento, fuori forma e inutile. Si sono sprecati gli aggettivi e sono state affibbiate le più svariate definizioni a Mario Mandzukic che, però, ancora una volta ha risposto presente all’appello europeo.

MIGLIORAMENTI VISIBILI – Non si può certamente negare che il croato  abbia avuto alti e bassi nell’ancora breve esperienza torinese, ma quello che per molti risultava essere un peso morto per il reparto offensivo della Juve, si sta rivelando se non, ovviamente, una macchina da gol, almeno una “macchinetta” che qualche castagna dal fuoco riesce anche a toglierla. Evidente che l’ex Atletico non sia ancora entrato in forma pienissima, e lo si intuisce dal diverso approccio ai match rispetto alle sue precedenti stagioni in Bundes e Liga. Poco combattivo ad inizio campionato, mentre col passare delle giornate e grazie anche alla fiducia mostrata da Allegri, SuperMario sta affinando il feeling con i compagni, ritrovando la grinta che lo ha sempre contraddistinto e la condizione per non mollare neanche un metro agli avversari.

CHE COPPIA… – Da applausi una delle prime giocate stagionali in tandem con Alex Sandro. L’ex Porto è arrivato con il passaporto di buon crossatore e, nonostante le poche chance avute, ha già fornito tre assist decisivi che hanno fruttato nove punti (6 in campionato e 3 in Champions). L’intesa con Mario, ancora acerba e migliorabile mette già l’acquolina in bocca. Morale della favola: Mandzukic deve essere servito bene, è vero, ma quando ottiene inviti di un certo tipo raramente li sbaglia. Gli esempi sono molteplici: cross al bacio di Sturaro in Supercoppa, cross di Pogba contro il City all’andata e del brasiliano sopra citato al ritorno. A questi gol si aggiungono le zampate vincenti contro Atalanta e Empoli. Attenzione. Quando diciamo che deve essere ben servito, non intendiamo ammettere che debba essere necessario presentargli palloni da spingere a porta vuota a mezzo metro dalla linea. Al contrario, i gol siglati dal croato non sono mai banali, ma esteticamente belli e non semplici da realizzare; si vedano a tal proposito le spaccate fotocopia agli inglesi di Pellegrini nella doppia sfida Champions.

In un momento in cui la Juve sta risalendo la classifica, punto dopo punto, con una qualificazione agli ottavi già in cassaforte, risulta importantissimo recuperare pienamente, sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale ogni singolo giocatore. Se quel giocatore è Mandzukic, terminale offensivo di enorme esperienza europea, ancora meglio.

 

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