Qatar tra luci e ombre. Quando tra il pallone e i mondiali c'è di mezzo l'Isis

Qatar tra luci e ombre. Quando tra il pallone e i mondiali c’è di mezzo l’Isis


Giorni di terrore hanno colpito il mondo intero dopo quanto accaduto a Parigi. L’alone della guerra si alza sulla Siria, dove al momento Russia e Francia si accingono a bombardare le cisterne di petrolio fonti di reddito fondamentali, per organizzazioni come l’Isis. Fonti non uniche, alle quali si accostano altre a noi ben più note e più vicine, calcisticamente parlando: quelle provenienti dal Qatar.

LINEA SOTTILE – Tanti sono i proventi dai Paesi del Golfo che finiscono inevitabilmente col legare, tramite partnership economiche, Occidente e associazioni terroristiche. Si parla di cifre vicine ai 40 milioni che possono formare un budget non indifferente per le azioni di tali movimenti, che godono dunque di grande linfa  vitale dal punto di vista economico. Tra i finanziatori il Qatar fa parte della fetta più importante, questo grazie allo stretto contatto anche con le potenze occidentali, che viene dunque a generare una linea estremamente sottile tra est e ovest: linea aberrata dalle risorse messe a disposizione per simili organizzazioni.

TRA LA GUERRA E IL CALCIO – Il Qatar è la potenza emergente nel mondo del calcio. Dopo l’acquisizione del PSG da parte della famiglia di Al Thani, l’espansione del potere arabo ha investito anche il pallone, arrivando persino a sbaragliare la concorrenza degli USA per i mondiali del 2022. L’accusa di finanziare un gruppo come l’Isis assume dunque connotazioni di grandi proporzioni, le quali influirebbero non poco su un vero e proprio “regno in espansione”, non certo limitatosi allo sport. Al Thani ha investito nel mondo occidentale, incentrandosi prevalentemente sul calcio, massimizzando il proprio investimento e sfruttandone tutte le sue potenzialità. Ora, le conseguenze mediatiche di accuse come quella fatta dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, David Cohen ( sottosegretario Usa al Tesoro per l’Intelligence e la lotta al terrorismo) e Gerd Muller (ministro dello Sviluppo tedesco), possono gravare non poco sulle spalle di una compagnia da cotanto potere e che, soprattutto, potrebbero gravare, in senso positivo, su organizzazioni di cotanto terrore.

L’Isis sembra dunque connessa da un vero e proprio cavillo fantasma, alimentata indirettamente dal proprio “nemico” che viene mangiato dal potere economico qatariota. Un potere tale da essersi accaparrato, come già detto, i Mondiali del 2022  non senza suscitare polemiche, date le accuse di tangenti che hanno contribuito allo scandalo Fifa. Un vero e proprio circolo vizioso dal quale è difficile vedere la via d’uscita, che all’atto della situazione di oggi, rischia di vedersi barricata dall’oscura presenza del denaro. Talmente oscura da poter offuscare anche il pallone.

Mattia Riccio (@MattRiccio11)

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