Allegri: "Dybala è cresciuto molto fisicamente". L'esperta: "L'argentino a rischio infortuni"

Allegri: “Dybala è cresciuto molto fisicamente”. L’esperta: “L’argentino a rischio infortuni”


Dybala è cresciuto molto anche fisicamente. Avete visto come gli sono cambiate le gambe da quando lavora con noi?”. Queste sono le parole di mister Allegri nel post-partita di Juventus-Milan. Infatti se mettiamo a confronto due immagini dell’argentino (pre-Juve e dopo-Juve), notiamo alcuni cambiamenti nel suo fisico. Secondo alcune fonti vicine allo staff bianconero, Paulo ha messo 3 chili di muscoli nelle gambe in poco più di quattro mesi di lavoro. Ma questo “cambiamento” espone il sudamericano a potenziali infortuni muscolari?

PAROLA ALL’ESPERTA – Laura Bertelè ortopedico, fisiatra, specialista nella riabilitazione motoria, consulente in medicina sportiva e presidente del Centro di riabilitazione “Gino Rigamonti” di Merate, è stata intervistata dai colleghi della Gazzetta dello Sport, sul problema degli infortuni di tipo muscolare, che in Italia sono più numerosi rispetto agli altri Paesi: Inghilterra, Francia, Spagna e Germania.

SU DYBALA – “Io faccio un discorso generale, non legato a un giocatore particolare. L’abitudine al lavoro in palestra, è così radicato soltanto dalle nostre parti. Un lavoro di potenziamento a secco, di tipo isometrico, che si traduce in muscoli poco elastici, disarmonici. Ho seguito da vicino diversi atleti professionisti, calciatori in particolare: in parecchi casi ho visto cosce dalla muscolatura sproporzionata, eccessivamente grosse, con conseguente aumento del rischio di stiramenti e strappi. Ma lo staff medico della Juventus conoscerà alla perfezione il fisico di Dybala, conoscendone pregi e margini di crescita”.

PIU’ SEI GROSSO, PIU’ RISCHI – “Io posso pensare che l’idea che il calcio sia diventato uno sport sopratutto fisico, di contatto, abbia influito sulle metodologie di lavoro atletico. Resta il fatto che, a mio giudizio, la potenza va a discapito di elasticità e velocità. Potenziare vuol dire rallentare; va bene potenziare, ma i muscoli giusti, non quelli che alla resa dei conti frenano il gesto atletico. I contrasti? Prendiamo Messi, non certo un culturista dal punto di vista fisico: li evita perché è veloce, assorbe l’urto spostandosi. Quando uno è poco mobile diventa fragilissimo. Per assurdo, più diventi grosso come un armadio, più rischi di farti male”.

Orlando Aita (@OrlandoAita)

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