Juve-Milan, l'analisi della difesa: buona prova della retroguardia. Chiellini in ripresa, Sandro può essere devastante

Juve-Milan, l’analisi della difesa: buona prova della retroguardia. Chiellini in ripresa, Sandro può essere devastante


Dopo la pausa dovuta alle gare delle nazionali torna il campionato, proponendo Juventus-Milan come partita di cartello della tredicesima giornata. Niente di meglio per mettersi comodi in poltrona (dello stadio o di casa che sia), in attesa di godersi il bello spettacolo che si pensa possa andare in scena sul manto verde dello Stadium di Torino.

E invece l’operetta del calcio “promessa” dai nomi blasonati delle due compagini si rivela un grande bluff, come fosse il titolo di un kolossal che non mantiene alte le aspettative iniziali, ed esigenti, di un pubblico numeroso ed appassionato. Ma alla fine il risultato sorride ai bianconeri, ed alla truppa allenata da Massimiliano Allegri, che necessita di incanalare successi a raffica, la vittoria sui rossoneri basta e avanza, anche se ancora una volta il bel gioco continua a latitare.

Certo è che il Milan visto in scena ai piedi della Mole si rivela ben poca cosa, praticamente mai pericoloso e del tutto contenuto dai moschettieri della retroguardia agli ordini di Gigi Buffon. Nel 2015 come nel 1995, dunque, il portierone della nazionale riesce a mantenere la porta inviolata contro il Diavolo. Questo in virtù di una bella (e unica) parata degna di nota ma anche grazie ad un quartetto di “collaboratori” che agevolano certamente il compito del monumento bianconero. Sono i difensori mandati in campo da Allegri: Evra, Barzagli, Chiellini e Lichtsteiner. Anche se per loro la vigilia non è certo stata semplice. Specie per Evra, reduce da una settimana da incubo a causa dei vili attacchi terroristici avvenuti nella “sua” Parigi ma anche per Chiellini, ritrovatosi al centro di numerose critiche dopo le ultime prestazioni non certo esaltanti. A completare il quadro anche le condizioni di Lichtsteiner, apparso in dubbio sino a 48h prima della gara. Ed invece, di fronte alle maglie rossonere, la difesa brilla per solidità e senza accusare affanni.

Il Milan certamente ci mette del suo a partire da Niang rilegato nel ruolo di terzino di difesa, con liberatoria firmata dal sergente Sinisa in cui, a caratteri evidentemente cubitali, si rinuncia all’atto di attaccare per amor di difesa. Tuttavia anche Cerci si rivela di per se poca cosa. Entrambi non supportano mai la punta centrale Bacca che, dal canto suo, cade nella morsa dei due mastini centrali bianconeri Barzagli e, udite udite, Giorgio Chiellini. Si, proprio il bianconero più criticato dell’ultimo mese. Il Gorilla gioca la solita partita ruvida, priva di complimenti ma mai cattiva, da vero marcatore. Fa capire sempre chi comanda nei duelli, un po’ come nel Risiko quando i dadi di difesa si scontrano con quelli dell’attacco, ed in caso di parità riescono comunque ad avere la meglio. Succede grossomodo questo anche in Juventus-Milan, con lo sterile attacco rossonero ben lontano dal pungere e con la retroguardia bianconera, di conseguenza, mai costretta agli straordinari. La nota più bella però la regala Alex Sandro, subentrato ad Evra a causa di un infortunio patito dal francese durante il corso del primo tempo. Il terzino carioca sgroppa sull’out di sinistra con un passo totalmente diverso rispetto a quello degli avversari ed i risultati non tardano ad arrivare. E’ proprio lui, difatti, a raccogliere il lancio di Pogba e servire Dybala in area di rigore per la rete dell’uno a zero definitivo. Basterebbe ciò in una gara giocata nel complesso sottotono sul piano del gioco da parte di entrambe le squadre, ma Alex Sandro fa di più: corre, lotta e difende anche piuttosto bene nonostante la vocazione sia palesemente quella di attaccare. La sensazione è che a sinistra la Juve stia bene, in virtù di un mix d’esperienza fornito da Evra unito alla forza ed all’esplosività del gioco di Alex Sandro.

C’è gloria anche per Bonucci, che alla ripresa rileva un Hernanes assolutamente inutile alla causa bianconera (del resto a che serve uno che non inventa e non velocizza il gioco di questa squadra?). Lo schema difensivo passa quindi a tre ed il muro ai danni dei rossoneri è bello che alzato. Non si passa, non contro questi uomini se l’ariete da sfondamento rossonero è composto da un terzino, da un esterno d’attacco che non fa male e da una punta centrale costretta a giocare pochi palloni a distanza di sicurezza da Buffon. Scalare le posizioni in classifica, alla luce del gioco non certo brillante, passa soprattutto attraverso le prestazioni della difesa. E contro il Milan la retroguardia della Juventus è tornata ad essere saracinesca.

Rocco Crea (@Rocco_Crea)

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