Juve, tre squilli di speranza

Juve, tre squilli di speranza


Stessa formazione ed identico tracciato da seguire: quello che invitava la Juventus ad attaccare subito verso la tribuna sud, il cuore pulsante della sua tifoseria, ma le analogie con la bella serata di coppa si sono esaurite in un amen giacché, per la terza volta su quattro match casalinghi di campionato, gli Acciuga boys si sono ritrovati a bagnomaria e, con pertinace coerenza, a causa del solito pastrocchio difensivo a partita appena nata.

Il misfatto, confezionato in egual responsabile misura da un impaccio di Chiellini non rimediato dalla colpevole mancata di respinta di Buffon, ha indirizzato la gara con i petroniani verso una salita non ripidissima, però collosa, densa di dossi e cunette ordinatamente e vigorosamente ( fin troppo ) presidiate dalle milizie rossoblu, per nulla inclini a concedere gli spazi che furono mortiferi per le truppe andaluse.

Quando i corridoi si restringono e la metà campo avversa diventa un labirinto Madama tende inesorabilmente a smarrirsi. Il rientro di Khedira, che architetto non è mai stato, ha riconsegnato qualche sensata geometria alla terra di mezzo, ma la serena autorevolezza del tedesco è stata costantemente frustrata dall’ impalpabile, abulica presenza dello stranito Hernanes e di un Pogba che ha dato cenni di esistenza in vita solo a risultato acquisito.

L’ equilibrio infranto da Mounier veniva ristabilito da un’ inzuccata di Morata, lesto nell’ approfittare del momento di contemplazione meditativa dei centrali felsinei. Tuttavia, pur esercitando un dominio indiscutibile, il primo tempo della Vecchia Signora, infarcito di errori tecnici nonostante i ritmi non altissimi, ha indotto parecchie perplessità, tutte riconducibili all’ assenza di una vera coralità e di uno spartito in grado di affrancarsi dal comodo appoggio a Dybala o Cuadrado e, quindi, dalla speranza in un loro acuto.

Nonostante il vantaggio, anche psicologico, di cui i bolognesi hanno potuto avvalersi quando il punteggio li premiava, ed una Juve affatto tracimante, i bolognesi non sono mai riusciti a giustificarne la portata.

La sensazione che una tenuta affidata soprattutto alla ruvidezza ( con la Joya nella veste di destinatario privilegiato ) fosse ben presto destinata a sfaldarsi era ulteriormente rinfrancata dalla diversa verve riversata dai bianconeri nella ripresa.

Per indirizzare gli eventi secondo la risultante più logica, è comunque occorso un calcio di rigore maturato a seguito di una trattenuta di Ferrari su AM9. All’ istante è parso uno strattone come tanti, ma il pessimo arbitro Celi della sezione di Bari lo sanzionava senza incertezze, decretando sostanzialmente la chiusura dei giochi.

Infatti, gli uomini di D. Rossi accusavano il colpo oltre misura ed il loro barcollare ha consentito alla zebra di assicurare a stretto giro di posta il buon fine delle ostilità per tramite di una polizza stesa interamente dai due ex madrinisti della compagnia; invertendo le consegne, Don Àlvaro elaborava e Sami firmava, per la gioia di un pubblico che lo ha già eletto a proprio beniamino.

L’ ultima mezz’ ora di accademica, ordinaria amministrazione, aggiungeva nulla alla storia di un incontro a senso unico e, secondo lo scriba, si sarebbe potuta trascorrere con maggior dedizione alla raccolta di una messe più pingue.

A piccoli passi e con il cartello che indica “lavori in corso” ancora pienamente attuale, pare che la “Creatura” stia assumendo una fisionomia meno indefinita. Con il rientro di Marchisio, fatti i debiti scongiuri, la si potrà finalmente vedere così com’ era stata pensata in estate, ovvero con il miglior centrocampo che la rosa consente; il suo consolidamento ed una più profonda intesa tra le punte, cose che purtroppo richiederanno ulteriore attesa e pazienza…, dovranno e potranno consentire la respirazione di una classifica meno mefitica.

Peccato solo che il tempo stringa e non contempli ulteriori bonus da spendere durante il processo di crescita. In cima non si prodigano per scavare fossati incolmabili, ma pur con tutte le difficoltà del caso che, inutile negarlo, ci sono, sarebbe delittuoso non capitalizzare l’ andamento lento di battistrada poco irresistibili per ricondurre alla normalità l’ ordine naturale del pallone domestico.

Il prossimo turno proporrà uno snodo esiziale e qualunque esito diverso dal pareggio chiarirà inequivocabilmente la caratura delle aspettative juventine nel prosieguo del torneo.

Da qui ad allora è consentito il rilassamento attivo, ergo, qualunque attività non preveda l’ attenzione alle vicende della rappresentativa federale.

Ezio MALETTO ( Twitter @EzioMaletto )