La Juventus conferma la fiducia a Luciano Spalletti e mette i giocatori davanti alle proprie responsabilità. Dopo la sconfitta contro il Genoa, la risposta della società passa da un confronto diretto con lo spogliatoio e dal ritiro in vista del Napoli. Due interventi che accompagnano un messaggio preciso: la squadra deve reagire e non può aspettarsi che la soluzione alla crisi arrivi soltanto da un cambio in panchina.
Secondo quanto ricostruisce Tuttosport, Giovanni Carnevali ha parlato al gruppo alla presenza dell’allenatore, ribadendo il sostegno del club al tecnico. Nel mirino dell’amministratore delegato sono finite soprattutto le modalità della prestazione di Marassi: una Juventus incapace di opporre una risposta adeguata alle difficoltà, prima ancora che di trovare soluzioni sul piano del gioco.
Carnevali ai giocatori: nessuno può sottrarsi alle responsabilità
Il dirigente avrebbe voluto affrontare la squadra già negli spogliatoi di Genova. Il confronto è stato invece rinviato alla Continassa, dove la società ha scelto di chiarire la propria posizione senza lasciare spazio a interpretazioni: Spalletti resta il riferimento tecnico e tutti i calciatori sono chiamati a rispondere del rendimento.
Il richiamo, riferisce il quotidiano, ha coinvolto l’intera rosa. Dai nuovi acquisti a chi conosce da tempo l’ambiente, nessuno può considerarsi estraneo al momento negativo. Il punto riguarda anche la distribuzione delle responsabilità: attribuire tutto all’allenatore o confidare in un suo avvicendamento non può diventare una via d’uscita per il gruppo.
Carnevali avrebbe inoltre insistito sulla necessità di reagire immediatamente. La sconfitta contro il Genoa ha aggravato una situazione già difficile, ma è stata soprattutto la passività mostrata in campo a colpire la dirigenza. Il confronto ha quindi rafforzato la posizione di Spalletti, chiedendo ai giocatori una risposta riconoscibile già contro il Napoli.
Ritiro fino al Napoli: possibile prolungamento prima dell’AZ
La Juventus resterà in ritiro fino alla sfida di domenica. Una decisione maturata dopo Marassi, con l’obiettivo di lavorare sulla compattezza del gruppo e preparare una partita che assume un peso superiore ai soli tre punti.
Non è però escluso che la permanenza al J Hotel prosegua anche dopo il Napoli, accompagnando la squadra verso il successivo impegno europeo contro l’AZ. Si tratta di una possibilità, non di una scelta già definitiva: molto dipenderà dalle valutazioni dello staff e dalla risposta dei calciatori.
Per Spalletti il ritiro rappresenta soprattutto uno strumento di lavoro. Il calendario concede poco tempo per intervenire e la squadra deve recuperare fiducia, attenzione e disponibilità ad aiutarsi nelle fasi complicate. Aspetti che a Genova sono mancati insieme alla qualità delle giocate.
Il silenzio dello spogliatoio e la reazione attesa
Nel racconto di Tuttosport, ai richiami dell’allenatore e di Carnevali il gruppo ha risposto con il silenzio. Spalletti cerca una reazione anche emotiva, dopo una partita nella quale la Juventus ha dato troppo spesso l’impressione di subire gli eventi.
Tra gli elementi che hanno colpito il tecnico c’è anche il solo fallo commesso dai bianconeri nel primo tempo contro il Genoa: un dato che, nel contesto della prestazione, diventa un indicatore della scarsa aggressività e della difficoltà a contendere l’iniziativa agli avversari.
Contro il Napoli la verifica sarà dunque doppia. Alla Juventus serviranno punti, ma anche segnali concreti sul piano dell’atteggiamento: maggiore presenza nei duelli, distanze più corte e una capacità diversa di reagire agli errori. La società ha indicato la propria linea sostenendo Spalletti. Ora attende che la squadra faccia altrettanto sul campo.
