Il problema della Juventus è che stanno venendo meno anche i giocatori ai quali Luciano Spalletti si affida di più. Il 2-0 subito contro il Genoa ha messo in evidenza errori e difficoltà proprio nel gruppo che dovrebbe garantire continuità alla squadra: da Andrea Cambiaso a Pierre Kalulu, passando per Bremer, Weston McKennie e Randal Kolo Muani, a Marassi sono mancate le risposte degli uomini di fiducia dell’allenatore.
È il tema sul quale si concentra la Gazzetta dello Sport: dentro una prestazione negativa sul piano collettivo, pesa il rendimento di quei calciatori che, per impiego e responsabilità, rappresentano l’ossatura della Juventus. Spalletti deve ritrovare prima di tutto loro, perché diventa difficile correggere il funzionamento della squadra quando anche i riferimenti più abituali perdono sicurezza.
Kalulu, dall’affidabilità agli errori di Genova
Il caso più evidente è quello di Kalulu. Il francese è partito titolare in tutte le prime nove giornate di campionato, impiegato sia nella linea difensiva sia in una posizione più avanzata sulla fascia. Una presenza costante che racconta quanto Spalletti lo consideri importante, anche quando cambia la disposizione della squadra.
La fiducia nasce da un percorso di continuità: nella scorsa Serie A Kalulu aveva iniziato dal primo minuto tutte le partite. Proprio per questo il suo rendimento a Genova ha sorpreso. Sul raddoppio rossoblù, la gestione del pallone dopo un calcio d’angolo a favore ha aperto la strada all’azione avversaria: un errore pesante, arrivato quando la Juventus avrebbe avuto bisogno di restare dentro la partita.
Cambiaso e McKennie: quando la versatilità non basta
Anche Cambiaso attraversa una fase complicata. La sua capacità di interpretare posizioni diverse e di partecipare alla costruzione lo rende, in teoria, un elemento prezioso per il calcio di Spalletti. A Marassi, però, quella qualità si è persa tra retropassaggi rischiosi ed errori tecnici ripetuti, fino a restituire l’immagine di un giocatore lontano dai propri standard.
Nel gruppo dei giocatori in affanno rientra anche McKennie. L’americano viene utilizzato in compiti e zone diverse del campo, ma contro il Genoa non è riuscito a trasformare questa disponibilità in un contributo efficace.
Bremer perde sicurezza, Kolo Muani resta senza tiri
Il calo dei riferimenti attraversa tutti i reparti. Bremer ha perso sicurezza, mentre davanti Kolo Muani ha chiuso la trasferta di Genova senza effettuare tiri in porta. Per il centravanti è un dato che conferma la difficoltà a incidere; per la squadra significa rinunciare a una delle principali possibilità di alleggerire la pressione e cambiare il corso della gara.
I numeri complessivi aiutano a capire lo squilibrio. Dopo nove giornate, la Juventus ha segnato 11 gol, tredicesimo attacco del campionato, e ne ha subiti 10, mantenendo la quarta miglior difesa. Il dato difensivo resta relativamente positivo nel confronto con le avversarie, ma non basta a compensare una produzione offensiva insufficiente.
I punti sono 14, uno in meno rispetto ai 15 raccolti nello stesso momento della scorsa stagione. Una distanza contenuta sul piano aritmetico, che però non descrive fino in fondo le preoccupazioni emerse a Marassi. Spalletti deve recuperare il rendimento di chi ha scelto come riferimento: senza Kalulu lucido, Cambiaso preciso e un attacco capace di rendersi pericoloso, anche le correzioni tattiche rischiano di avere un’efficacia limitata.
