La vittoria per 2-0 contro il Lecce ha permesso alla Juventus di ritrovare il successo, ma non cancella le difficoltà offensive emerse nelle prime giornate di campionato. La squadra di Luciano Spalletti ha realizzato appena 11 gol nelle prime otto giornate di Serie A, un bottino che vale il dodicesimo attacco del torneo. A preoccupare, però, è soprattutto la difficoltà nel creare occasioni da posizioni favorevoli, mettendo gli attaccanti nelle condizioni di colpire con maggiore frequenza dall’interno dell’area di rigore.
Juventus, il dato sui tiri dall’area è un campanello d’allarme
La Juventus ha effettuato 127 conclusioni complessive, ma soltanto 70 sono arrivate dall’interno dei sedici metri. La percentuale è del 55%, la più bassa della Serie A. Un dato che evidenzia le difficoltà dei bianconeri nel costruire azioni capaci di portare i propri giocatori in zone realmente pericolose.
Il confronto con le altre squadre è significativo: il Milan raggiunge il 78% di tiri dall’interno dell’area, l’Inter il 72%, mentre Roma e Napoli si attestano al 70%. La Juventus è quindi lontana dalle principali concorrenti, nonostante disponga di un reparto offensivo con investimenti importanti.
Anche la distribuzione delle reti conferma il problema. Nelle prime otto giornate, soltanto cinque gol sono arrivati con conclusioni dall’interno dell’area, mentre due sono stati realizzati da fuori e quattro sugli sviluppi di calci piazzati. Questi ultimi hanno già fruttato punti importanti, ma la squadra deve trovare maggiore continuità nella manovra.
Kolo Muani e compagni chiamati a cambiare passo
Il dato più preoccupante riguarda la capacità di trasformare le conclusioni in gol: ogni tiro della Juventus ha una probabilità di trasformarsi in rete pari al 9,5%. Un’efficacia che colloca i bianconeri nella parte bassa della classifica, davanti soltanto a Frosinone, Parma, Genoa e Udinese.
La vittoria di Lecce ha comunque offerto segnali positivi, soprattutto per l’efficacia sui calci piazzati. La rete di Weston McKennie è arrivata grazie a uno schema preparato, confermando i progressi della squadra in questa situazione di gioco. Ma per competere ai vertici servirà qualcosa in più: aumentare la qualità delle occasioni create, attaccare con maggiore presenza l’area avversaria e sfruttare meglio le caratteristiche dei propri centravanti.
Spalletti dovrà quindi lavorare sulla produzione offensiva, cercando di rendere la Juventus meno dipendente dagli episodi e più incisiva attraverso il gioco. Il successo contro il Lecce rappresenta un punto di partenza, ma i numeri raccontano ancora una squadra che deve migliorare molto nella fase realizzativa.
