“Conte è un allenatore straordinario”
Quando gli viene chiesto se una Juventus in difficoltà possa avere bisogno di una “cura” Conte, Vidal risponde senza esitazioni:
“Antonio è un allenatore straordinario, il migliore in assoluto a livello tattico: non mi stupisce che i tifosi sognino il suo ritorno. Conte è impressionante per come studia la partita, gli avversari e ti trasferisce quello che devono fare in campo. È un vincente, trasmette la sua mentalità a tutti. Sono convinto che Antonio saprebbe restituire alla Juve lo spirito e l’ambizione di voler vincere tutto”.
Per il centrocampista, l’impatto del tecnico avrebbe un valore paragonabile a quello di un grande investimento sul mercato: “Sì, come un colpo da cento milioni”. Vidal ricorda il lavoro quotidiano, gli allenamenti e la capacità di intervenire anche sugli aspetti mentali. È soprattutto questa combinazione, nella sua lettura, a rendere Conte diverso.
Il giudizio resta altrettanto deciso quando il confronto si allarga agli altri allenatori avuti in Italia: «Grandi allenatori, ma Conte è di un altro livello: è un vincente nato». Un’investitura personale, che racconta la fiducia del cileno nel tecnico e non costituisce un’indicazione su eventuali trattative.
Il messaggio a Spalletti e alla squadra
Vidal, però, evita di concentrare tutte le responsabilità sull’allenatore. Interpellato su Luciano Spalletti, sposta subito l’attenzione sulla squadra:
“Più che da Spalletti, mi aspetto di più dalla Juve. Il sesto posto della passata stagione è un fallimento, a prescindere dall’allenatore. Un club con quella storia deve sempre lottare per vincere il campionato”.
Il punto centrale è la fame. Secondo l’ex centrocampista, la Juventus deve recuperare una mentalità riconoscibile, capace di accompagnare ogni partita e ogni allenamento. Il talento, da solo, non basta: servono personalità, disponibilità al sacrificio e la convinzione di poter competere per il massimo.
“La Juventus, se vuole tornare a vincere, deve fare le cose in modo ordinato: scegliere bene l’allenatore e il tipo di calcio. Ma la cosa più importante saranno sempre i giocatori. Alla Juventus serve gente di livello e personalità, affamata e vincente. Altrimenti è dura trionfare”.
McKennie gli somiglia, Yildiz deve essere accompagnato
Tra i bianconeri di oggi, Vidal riconosce qualcosa di sé in Weston McKennie. Ne apprezza soprattutto la capacità di interpretare più ruoli, recuperare palloni, correre e inserirsi nell’area avversaria. Un paragone legato alle caratteristiche, più che alla sola posizione in campo.
Su Kenan Yildiz il giudizio è positivo, ma accompagnato da una richiesta precisa alla società: il talento va sostenuto con una squadra all’altezza. “Bel giocatore. In una delle quattro stagioni, magari si vince anche lo scudetto giocato con noi. Ma poi chi tiri fuori di quelle squadre?”, osserva. E aggiunge: “Non c’è paragone tra la Juve attuale e la nostra finalista di Champions”.
Il progetto di tornare a Torino
Il rapporto con la Juventus resta anche una prospettiva per il futuro. Vidal continua a giocare e non considera ancora conclusa la propria carriera, ma ha già un’idea per il passo successivo: “L’idea è di fare un campionato difficile. Aiutatevi di me che ho girato parecchio: la Juve deve tornare a dominare in Italia”.
Il desiderio dichiarato nell’intervista è tornare a Torino da allenatore. Intanto, da lontano, il suo messaggio ai bianconeri è quello di chi conosce il peso di quella maglia: ritrovare la fame e tornare a considerare la vittoria un obiettivo quotidiano.
