Spalletti sta sfruttando questa sosta per sperimentare il più possibile: la Juventus può scendere in campo rispettando 4 scacchieri differenti, frutto dell’idea tattica del mister e delle possibilità garantitegli da alcuni elementi della rosa.
Le 4 idee di Spalletti per la Juventus
Questa sosta per le Nazionali consente di rallentare e sperimentare per trovare la quadra perfetta in questa prima parte di stagione. La Juventus è attesa da un filotto di partite importantissime nel prossimo mese per indirizzare l’andamento del club nelle varie competizioni. Per questo, sarà necessario farsi trovare prontissimi e preparati a ogni evenienza. Dunque, come ricostruito minuziosamente da Tuttosport, mister Luciano Spalletti sta sperimentando varie alternative tattiche per la sua Signora. Il mister sta valutando quattro possibili soluzioni tattiche di partenza: dal noto 4-3-3 (che tanto ha sfruttato in quel di Napoli) al più offensivo 4-2-3-1. Tuttavia, la profondità della rosa permette anche di passare al 3-4-2-1, più congeniale al DNA bianconero, così come al 4-4-2, soluzione perfetta per il duo Kolo-Woltemade.
Nico Gonzalez e McKennie sono i jolly: la chiave tattica di Spalletti
Per realizzare la versalità tattica, Nico Gonzalez incarna perfettamente il profilo che Spalletti ricerca. Non è semplicemente un giocatore da inserire in uno schema, ma un jolly capace di modificare lo schema attraverso i propri movimenti. Sulla trequarti, la Juventus mantiene il 3-4-2-1 e si trasforma in fase offensiva. Largo, invece, il passaggio al 4-2-3-1 o al 4-3-3 diventa immediato. Nico moltiplica le possibilità senza aggiungere complessità tattica. Anche Weston McKennie, però, sarà utilissimo in quest’ottica: L’americano può giocare da centrocampista, esterno, incursore e occupare la trequarti.
Serviranno, però, tanta dedizione ed equilibrio: Zeki Celik ne è la soluzione, passando da esterno a tutta fascia a terzino oppure componente della linea difensiva a tre. Con lui Spalletti passa dalla difesa a tre a quella a quattro durante la stessa partita, senza vuoti tattici. Discorso simile per Andrea Cambiaso: naturalmente esterno, possiede qualità tecniche e capacità di interpretazione degli spazi che consentono di immaginarlo anche in posizione più interna. L’idea di utilizzarlo da mezzala prende corpo non necessariamente per novanta minuti, ma come variante da utilizzare in determinati momenti delle partite.
