McKennie: la sosta per ritrovare brillantezza. Spalletti lavora anche sulla difesa

McKennie: la sosta per ritrovare brillantezza. Spalletti lavora anche sulla difesa
McKennie esulta durante una partita della Juventus

Weston McKennie deve ritrovare brillantezza Juventus. La sosta rappresenta l’occasione concreta per recuperare condizione dopo le sfide contro NEC e Atalanta in cui ha ritrovato minuti in campo.

McKennie: il problema non è tattico, ma di condizione

Lo statunitense possiede una duttilità rara. Può interpretare praticamente qualsiasi ruolo tra centrocampo e fascia senza richiedere modifiche strutturali alla squadra. Sul piano tattico Spalletti ha ben poco da insegnare a un giocatore che conosce già i sistemi di gioco.

Il vero limite emerge sul campo. Contro NEC e Atalanta McKennie ha mostrato qualche ovvia difficoltà dopo circa un’ora di gioco, segnale di una condizione ancora non ottimale. Non si tratta di errori tattici o di posizionamento, ma di autonomia fisica e brillantezza negli ultimi metri.

Avere il miglior McKennie consente a Spalletti di modificare l’assetto della squadra durante la partita stessa, senza ricorrere alle sostituzioni. Questo significa fluidità tattica e adattamento in tempo reale ai movimenti dell’avversario. Una risorsa preziosa per una Juventus che punta a controllare le partite attraverso variazioni continue.

Spalletti e la difesa: Bremer, Gatti e Kelly lavorano insieme

Durante la sosta il tecnico avrà a disposizione quattro difensori centrali. Bremer, Kelly, Gatti e Rugani potranno lavorare insieme per cinque giorni, prima che il reparto venga nuovamente completato con i rientri di Kalulu e Lucumí, come riferisce Gazzetta dello Sport. L’obiettivo è perfezionare la difesa a tre, il sistema su cui Spalletti costruisce la sua identità tattica.

Bremer rimane il riferimento centrale del reparto, il giocatore su cui costruire la solidità della linea. Gatti avrà giorni importanti per approfondire anche i movimenti da perno della difesa, allargando le sue competenze. Kelly, invece, dovrà provare a recuperare terreno nelle gerarchie attraverso il lavoro specifico sulla posizione.

Quale è l’obiettivo concreto di questa fase? Spalletti vuole una Juventus capace di cambiare modo di difendere e impostare a seconda dell’avversario e del momento della partita. Per riuscirci ha bisogno che tutti i difensori conoscano perfettamente movimenti e richieste, indipendentemente da chi scenderà in campo.

La prossima settimana sarà decisiva per verificare se McKennie ha recuperato brillantezza e se la difesa della Juventus ha assimilato completamente i dettami di Spalletti. Con Kalulu e Lucumí ancora fuori, il tecnico dispone di una finestra temporale per consolidare le automatismi difensivi e preparare la squadra alle sfide successive del calendario.

Redazione SpazioJ
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