Bremer: “Voglio lasciare il segno nella Juventus”. E sull’Europa League sogna il trofeo

Bremer: “Voglio lasciare il segno nella Juventus”. E sull’Europa League sogna il trofeo
Bremer in azione con la maglia della Juventus

Gleison Bremer si racconta tra ambizioni, crescita e vita fuori dal campo. Intervistato da UEFA.com, il difensore della Juventus ha parlato del lavoro con Luciano Spalletti, degli obiettivi in Europa League e del sostegno trovato nella lettura durante il periodo dell’infortunio.

Bremer e la storia della Juventus: l’obiettivo è lasciare il segno

Vestire la maglia bianconera significa confrontarsi con una grande tradizione difensiva. Bremer cita Gaetano Scirea come riferimento, ma guarda soprattutto al percorso che vuole costruire con la Juventus:

“Tanti difensori hanno fatto la storia qui, lasciando un segno anche a livello generazionale. Penso soprattutto a un giocatore come Gaetano Scirea, che è stato un difensore leggendario per questo club e anche per la nazionale. Ovviamente, per me sarebbe davvero difficile paragonarmi a loro, perché la pressione è enorme. Ma spero di riuscire a lasciare il segno. È impossibile fare paragoni, ma voglio lasciare il mio segno e darò sempre tutto in campo, così da poter essere ricordato nella storia della Juventus“.

Le qualità di Bremer e la crescita con Spalletti

Forza fisica, velocità e gioco aereo sono i punti di forza del brasiliano. Il lavoro quotidiano con Spalletti rappresenta però anche un’occasione per ampliare il proprio bagaglio tecnico:

“Sono un difensore molto aggressivo. Sfrutto la mia forza fisica, che è una delle mie qualità, così come la velocità. Sono anche abile nel gioco aereo. Cerco sempre di giocare in modo da riuscire a distinguermi. Queste sono alcune delle mie caratteristiche principali, ma ne ho anche altre sulle quali sto lavorando molto con il nostro allenatore, Luciano Spalletti, e nelle quali posso ancora migliorare”.

Il giudizio sull’allenatore riguarda anche il percorso intrapreso dall’intera squadra:

Ci ha dato una direzione, ci ha fatto intraprendere un percorso. Siamo cresciuti molto con lui. È un allenatore di altissimo livello, un campione, e ci sta aiutando giorno per giorno a raggiungere i nostri obiettivi”.

Europa League, Bremer ci crede: “Magari potremmo anche vincerla”

Dalle esperienze con Torino e Juventus nasce la consapevolezza delle difficoltà della competizione. Bremer non nasconde però l’ambizione di arrivare fino in fondo e giocarsi il trofeo:

“Sì, ho giocato questa competizione con il Torino, ormai diversi anni fa. È un torneo davvero difficile. Affrontammo il Wolverhampton negli spareggi; era una grande squadra, che era appena stata promossa in Premier League, e purtroppo fummo eliminati. Con la Juventus, invece, siamo arrivati in semifinale; purtroppo non siamo riusciti a raggiungere la finale e ad avere l’opportunità di alzare il trofeo. L’Europa League è una grande competizione, molto prestigiosa. Vogliamo arrivare il più lontano possibile. E se riusciremo a spingerci fino in fondo, chissà: magari potremmo anche vincerla“.

La lettura durante l’infortunio: “La vita non è fatta soltanto di calcio”

L’intervista lascia spazio anche al lato personale. Durante lo stop, Bremer ha trovato nella filosofia un aiuto per affrontare le difficoltà e riscoprire ciò che conta oltre il campo:

“Dopo l’infortunio, però, la lettura mi ha dato maggiore serenità e mi ha aiutato ad affrontare quel periodo: riuscivo a staccare dal calcio e la filosofia mi ha confortato molto. Ci sono alcune citazioni di Aristotele che mi piacciono particolarmente, così come “L’arte della guerra” di Sun Tzu. Sono state letture che mi hanno dato serenità, mi hanno aiutato a godermi la vita e a capire che la vita non è fatta soltanto di calcio. C’è la mia famiglia, ci sono tante altre cose a cui pensare. Tutto questo mi ha permesso di affrontare più serenamente la vita”.

Redazione SpazioJ
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