Spalletti affronta una crisi senza precedenti: nove giocatori fermi tra cui Locatelli, Yildiz, Thuram e Boga riducono drasticamente le opzioni a centrocampo per la prossima partita.
Locatelli ko: il colpo più duro per il centrocampo bianconero
L’infortunio di Locatelli rappresenta il capitolo più grave dell’emergenza Juventus. Il centrocampista non potrà contare su terapia conservativa: secondo quanto riporta ‘Sky Sport’, l’intervento immediato è necessario per evitare conseguenze al ginocchio. Questa assenza si aggiunge a quella di Thuram, McKennie (ancora in dubbio) e ora anche Boga. Il centrocampo bianconero si ritrova solo con Koopmeiners e Douglas Luiz disponibili, una scelta che costringe Spalletti a inventare soluzioni tattiche.
La situazione è critica perché il reparto mediano della Juventus già faticava con tutti gli effettivi. Senza Locatelli si perde un equilibratore tecnico e tattico. Douglas Luiz e Koopmeiners dovranno reggere il peso maggiore, oppure il tecnico sarà costretto a modificare la struttura di gioco. Non è un semplice cambio di uomini: è una rivoluzione che può alterare il possesso palla e la costruzione dal basso.

Spalletti e le alternative: Owusu, Alajbegovic e il rientro di McKennie
Spalletti lavora su tre fronti contemporaneamente. Owusu rappresenta la soluzione interna per colmare il vuoto di Locatelli, un giovane lanciato dall’emergenza. Alajbegovic è stato individuato come erede di Yildiz, costretto fuori dall’infortunio. Se McKennie dovesse stringere i denti e recuperare, prenderà il posto di Thuram, aggiungendo duttilità. Koopmeiners è stato spostato su Locatelli, un ruolo che l’ex Atalanta conosce ma che lo allontana dalla sua posizione naturale.
Il paradosso del mercato: nove assenti e poca fiducia nelle riserve
Così tanti giocatori fermi contemporaneamente non è sfortuna: è un’indicazione sulla gestione della rosa. Cabal, Cambiaso, Ekhator e Sarr completano il quadro. La Juventus ha costruito una formazione titolare forte, ma quando questa si assenta, emerge la difficoltà. Le alternative non convincono perché non sono state costruite per sostenere il progetto principale.
