Kerim Alajbegovic è ufficialmente un giocatore della Juventus. Il club bianconero ha definito l’acquisizione del talento bosniaco classe 2007 dal Bayer Leverkusen con un investimento complessivo di 35 milioni di euro.
Alajbegovic alla Juventus: la cifra dell’operazione
L’operazione si articola su 30 milioni di parte fissa più 5 milioni di bonus legati al raggiungimento di obiettivi sportivi. La struttura dei pagamenti prevede il versamento della cifra principale in quattro esercizi, mentre i bonus si dividono in 3 milioni per target facilmente raggiungibili e 2 milioni condizionati a traguardi personali e di squadra più complessi. Un esborso economico che rispecchia la fiducia della dirigenza nei margini di crescita del calciatore.
Il contratto sottoscritto con il giovane esterno offensivo prevede un legame fino al 30 giugno 2031. Ambidestro, nato a Colonia ma di nazionalità bosniaca, Alajbegovic arriva a Torino dopo una stagione ad alti livelli nel campionato austriaco con il Salisburgo, dove ha collezionato 44 presenze complessive tra competizioni ufficiali con 13 reti e 4 assist.
Il profilo tattico: perché la Juventus ha scelto lui
Luciano Spalletti ha identificato in Alajbegovic il profilo ideale per l’attacco del nuovo corso bianconero. La sua capacità di muoversi su entrambe le fasce, combinata con la naturalezza nel calciare con ambedue i piedi, lo rende un elemento imprevedibile e difficile da marcare. La sua abilità nel puntare l’avversario negli spazi stretti e nel creare superiorità numerica lo posiziona perfettamente nella trequarti del 4-2-3-1 che il tecnico intende sviluppare.
Alajbegovic si integrerà con il resto della rosa durante la tournée estiva, affinando l’intesa con i compagni d’attacco. La Juventus ha chiuso positivamente ogni dettaglio burocratico con il Bayer Leverkusen, aprendo il nuovo capitolo della carriera del classe 2007 sotto la Mole. L’investimento economico e contrattuale rappresenta una scelta strategica per il presente e soprattutto per il futuro della Juventus, confermando l’orientamento della dirigenza verso profili giovani con margini di crescita significativi.
