Stanislav Lobotka rimane nel mirino della Juventus per rinforzare il centrocampo bianconero, ma l’operazione presenta ostacoli concreti legati alle modalità contrattuali del regista slovacco.
Spalletti vuole Lobotka: il regista ideale per Torino
Luciano Spalletti ha identificato il centrocampista del Napoli come il profilo strategico per equilibrare la manovra offensiva. Il tecnico bianconero intende posizionare Lobotka come playmaker puro, liberando Manuel Locatelli per ruoli più avanzati e garantendo qualità nella costruzione del gioco dal basso. L’idea non è recente: era stata già condivisa con la precedente dirigenza e resta prioritaria anche sotto Giovanni Carnevali.
Il legame tattico tra Spalletti e Lobotka nasce dall’esperienza a Napoli, culminata con lo Scudetto 2022-23. Lo slovacco fu uno dei cardini di quel sistema di gioco, elemento che spiega l’interesse del tecnico nel ricostruire a Torino quella struttura collaudata. Oltre al regista, Spalletti chiede alla Juventus un difensore abile nell’impostazione e un trequartista di qualità.
Lobotka e la clausola rescissoria: il nodo dei 25 milioni
La clausola da 25 milioni rappresenta il principale vincolo dell’operazione. Secondo quanto riporta Gazzetta dello Sport, questa clausola è valida esclusivamente per club esteri fino a metà luglio. La Juventus, essendo società italiana, è costretta a trattare direttamente con Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli difficilmente accetterebbe offerte inferiori ai 30 milioni di euro.
Lobotka è legato al Napoli da un contratto in scadenza nel 2027. Dopo il cambio di allenatore in panchina partenopea, la prospettiva di un rinnovo non è da escludere, il che potrebbe complicare ulteriormente le trattative. La Juventus deve quindi affrontare una trattativa diretta con De Laurentiis senza poter sfruttare il meccanismo della clausola rescissoria.
Quale scenario attende il centrocampista slovacco? Se il Napoli dovesse blindare Lobotka con un rinnovo contrattuale, la strada per la Juventus diventerebbe ancora più in salita. L’alternativa è che i bianconeri mettano sul tavolo una cifra superiore ai 30 milioni, operazione che comporterebbe sacrifici in altre aree del mercato. Per la Juventus, questa rimane una priorità ma non una certezza di riuscita.
