Torino-Juventus, Spalletti: “Parlo sempre con Elkann. C’è un aspetto che non mi fa dormire la notte”

Torino-Juventus, Spalletti: “Parlo sempre con Elkann. C’è un aspetto che non mi fa dormire la notte”
Luciano Spalletti durante un'intervista

Luciano Spalletti ha parlato al termine di Torino-Juventus ai microfoni di DAZN. Il tecnico bianconero ha analizzato il pareggio nel derby, ma soprattutto l’intera stagione, fornendo degli spunti estremamente interessanti in vista della prossima stagione, che si giocherà in Europa League.

Spalletti sul suo futuro alla Juventus: l’analisi dopo il derby

Il tecnico bianconero ha subito aperto con un messaggio per il tifoso rimasto gravemente ferito nel pre partita:

“Si da un abbraccio al tifoso che è all’ospedale, da parte mia, dei calciatori e della società. Perché per forza mi torna in mente quella comunicazione che ho sentito ieri, dove vietare il bianco e nero in un settore dello stadio mi sembra una decisione assurda. Sentire che viene vietato ai bambini di indossare una sciarpa, è assurdo. Se i colori diventano un limite, non sono i colori i problemi. Dobbiamo far sì che non succedano queste situazioni.

Poi c’è la partita, ma viene in secondo luogo. Una società che vive di violenta non ha futuro. Siamo tutti vicini al letto del nostro tifoso e hanno fatto bene i tifosi ad andare via. Bisogna vivere un altro clima. Bisogna comportarsi bene e il calcio deve essere un divertimento”.

Spalletti ha poi analizzato la partita e si è concentrato sul suo futuro e quello della Juventus:

“La partita è stata dura perché a fine primo tempo sapevamo che eravamo fuori ed era difficile riprenderli psicologicamente. E’ venuto fuori un pari e dobbiamo poi analizzarlo. Il calcio si deve commentare nel percorso e non si può fare una fotografia del momento o trovare dati per fare un titolo, perchè creano disturbo. Questi calciatori hanno fatto vedere un bellissimo calcio. Abbiamo poi sbagliato qualche partita e abbiamo pagato dazio e ci ha penalizzato”.

Oggi ha parlato Comolli e ha detto che andremo a costruire una squadra competitiva e cambia poco se siamo quinti o sesti. Noi siamo il club italiano con più tifosi al mondo e dobbiamo avere la forza per creare i presupposti per lottare contro chiunque, ce lo impone il numero dei tifosi e l’amore per noi quando ci muoviamo. E’ fondamentale e si va a ripartire. Le ripartenze non sono solo di campo, ma anche fuori. Poi si tirano fuori kit come spogliatoio spaccato, squadra depressa o fallimento. Si fanno tanti discorsi per creare caciara e confusione.

Infine ha concluso:

“É stata una lotta bellissima perchè c’era un livello che poteva far venir fuori qualsiasi risultato. Io non ce la faccio a non prendermi a cuore il fatto che non ho reso felici i bambini che tifano la Juve e che vedo ogni giorno fuori ai cancelli. Per questo io non ci dormo. Io parlo tutte le settimane con Elkann e anche lui è convintissimo, è il capo e ci dà gli ordini. Siamo fiduciosi.

Uomini di spessore? Avete individuato correttamente, va innalzato il livello caratteriale della squadra. In alcuni momenti siamo stati in preda a dubbi e difficoltà di reagire. Questo lo fa soprattutto il carattere, che è una cosa difficile da allenare, perché non si allena. Il carattere è importante come la tecnica o la forza, è una caratteristica che ti mette a disposizione delle cose in più. La personalità poi cambia, ma invece il carattere è sempre lo stesso e prende il sopravvento perchè è la tua natura. Tutti hanno dubbi, ma se ci rimani troppo tempo non va bene. Il campo racconta la verità e fa vedere di che livello siamo”.

Redazione SpazioJ
Gestione cookie