La Juve affronta il Torino nell’ultimo turno di campionato, sperando in un miracolo che possa regalare la qualificazione in Champions League. Prima di tutto, però, bisognerà vincere. Anche se i tre punti potrebbero non bastare. Spalletti lo sa bene e chiede il massimo ai suoi.
Spalletti si mette in discussione: la Juve si gioca tutto
Luciano Spalletti si aspetta tanto dai suoi ragazzi, ma mette in discussione prima di tutto sé stesso:
“Mi aspetto una formazione degna di quello che è successo questa settimana e dell’importanza della partita, un derby di Torino. Di conseguenza mi aspetto una reazione corretta.”
“Il rammarico è di non esser riusciti a essere noi stessi, di non aver fatto la stessa mole di gioco che ci ha contraddistinto per tutto questo periodo. La spiegazione è che devo guardare a quello che la squadra propone e come si presenta in campo e devo prendermi le mie responsabilità. Sono sempre stato convinto di parlare con degli uomini. E non solo esecutori. Toccare la testa e il cuore degli uomini porta a elevare le capacità, che sono le componenti che ti portano a toccare situazioni che non ti aspetti. Per me non conta trovare alibi e dare responsabilità agli altri. Devo fare delle analisi e trarre conclusioni. E la prima analisi è su me stesso.”
Juve, futuro in bilico per Luciano Spalletti?
Il futuro di Spalletti sembrava segnato dopo il rinnovo del contratto, ma senza qualificazione in Champions è in bilico:
“Non dipenderà da niente. Programmare significa guardare oltre il risultato. C’è sempre un progetto, mettere le basi per costruire un futuro che sia come quello che ci auspichiamo. Che vogliamo mettere in pratica. Non cambia assolutamente niente un punto in più o uno in meno.”
“Vogliamo creare la possibilità di lottare per qualcosa di importante, che sia la Champions o meno. Siamo dispiaciuti per il risultato fatto. Il traguardo però è qualcosa di concreto. Abbiamo una sola possibilità per raggiungere il traguardo: vincere la partita domani. Tutte le attenzioni e i discorsi sono fatti per giocare una partita migliore dell’ultima.”
“Ho passato delle notti senza vita quando la squadra non esprime il lavoro che dedico. Perché poi sono dispiaciuto e questo mi condiziona la vita in generale. È tutto programmato con Elkann. Ci incontreremo più volte per ottimizzare la programmazione corretta per il futuro. Il percorso da fare rimarrà invariato. Bisogna usare la testa e essere più motivati a ribaltare ciò che ci è successo.”
