L’ex bianconero ha trasformato il rifiuto della Juventus in carburante agonistico. Oggi in Premier League, racconta come lo scarto sia diventato la spinta decisiva della sua carriera.
Juventus e l’addio a 14 anni: la scelta che ha cambiato tutto
Sette anni in bianconero, poi la Juventus ha deciso di non puntare più su di lui. A 14 anni Michael Kayode è stato girato in prestito al Gozzano e successivamente non rientrato nei piani della società. Quella esclusione non è stata una sconfitta, ma una liberazione. Kayode non nasconde una valutazione netta: avrebbe potuto restare, ma il club torinese aveva altre priorità. Nel settore giovanile bianconero la concorrenza era spietata, e pochi fra i coetanei sono riusciti a sfondare nel calcio professionistico.
L’esterno non nutre rimpianti. Anzi, il contrario.
“Col senno di poi è stata una svolta positiva: quella scelta mi ha dato motivazioni fortissime. Nel gruppo Juve eravamo in tanti, ma pochissimi sono arrivati tra i professionisti”.
Premier League: il salto nel campionato più competitivo
Nel gennaio 2025 il trasferimento al Brentford rappresenta il coronamento di una scalata costruita pezzo dopo pezzo. L’inizio in Inghilterra non è stato semplice. Kayode ha trovato poco spazio, subentrando dalla panchina in diverse occasioni. Un infortunio al ginocchio lo ha fermato per circa un mese, ritardando ulteriormente l’adattamento al nuovo campionato. Una volta rientrato ad aprile, però, la situazione si è capovolta: ha conquistato continuità e ha iniziato a partire titolare nelle ultime partite della stagione.
Un nome che oggi avrebbe fatto comodo alla Juventus? Decisamente, con il senno di poi, ma le decisioni prese in passato non potranno più essere cambiate. Oggi Kayode spera di ritornare un perno anche della Nazionale italiana, sognando anche un futuro in una big del calcio internazionale.
