La Juventus dopo gli ultimi risultati positivi è più fiduciosa nel centrare l’obbiettivo Champions e continua a programmare il futuro. Secondo quanto riportato oggi dal Corriere dello Sport, il club sta lavorando concretamente al rinnovo di Pierre Kalulu, diventato in pochi mesi una pedina fondamentale nello scacchiere di Spalletti.
Arrivato tra lo scetticismo generale, il francese ha saputo ribaltare le gerarchie difensive grazie a prestazioni solide, continuità e grande adattabilità sia da centrale che da laterale. Un rendimento che ha convinto la Juventus a blindarlo ulteriormente, accelerando i contatti per un nuovo accordo a lungo termine.
Il piano della Juve: rinnovo e aumento dell’ingaggio
Il contratto attuale del difensore è già valido fino al 2029, ma la dirigenza bianconera vuole andare oltre, premiando il rendimento del giocatore con un adeguamento salariale e un possibile prolungamento fino al 2030.

Un segnale chiaro: la Juventus considera Kalulu un elemento centrale del progetto tecnico, soprattutto per la sua capacità di garantire equilibrio e affidabilità in una linea difensiva sempre più solida.
Secondo il Corriere dello Sport, i dialoghi sono già avviati e l’idea è quella di chiudere l’operazione senza particolari ostacoli, anche per blindare il giocatore da eventuali interessamenti esteri.
Un punto fermo per la difesa di spalletti
L’impatto di Kalulu nella Juventus di Spalletti è stato immediato. La sua crescita ha permesso ai bianconeri di trovare maggiore stabilità difensiva e soluzioni tattiche più flessibili.
Non a caso, il francese è diventato uno dei titolari più utilizzati nella nuova gestione, contribuendo in modo decisivo al miglioramento dei risultati e alla solidità del reparto arretrato.
La volontà del club è chiara: costruire una Juventus competitiva partendo dalle certezze. E tra queste, oggi, c’è anche Pierre Kalulu.
Il rinnovo non è ancora ufficiale, ma la direzione è tracciata. E per la Juventus si tratta di un’altra mossa importante nella strategia di consolidamento del gruppo.
