Massimo gilletti parla al bello del calcio della juventus
La Juventus continua la propria rincorsa alla Champions League del prossimo anno. A parlare del presente e futuro dei bianconeri è stato Massimo Gilletti, ospite a “Il Bello del Calcio” su Televomero. Le parole del conduttore sono un mix di apprezzamento per il lavoro dell’allenatore e di riflessioni molto nette sulle prossime mosse da fare sul mercato.
Spalletti cambia la Juve: “Identità e divertimento”
Secondo Giletti, l’impatto di Luciano Spalletti è stato decisivo. L’allenatore avrebbe trasformato la squadra, dando una chiara identità di gioco e riportando entusiasmo nell’ambiente bianconero.
“Contento di Spalletti? Beh tu hai un allenatore che arriva e trasforma i giocatori in un modo clamoroso, oggi tu guardi la Juve e tu vedi un’identità, una prospettiva e ti diverti. Sono tre anni che non mi divertivo, ora vai in Champions e ti diverti”.
Spalletti in campo per la gara d Serie A 2026
ha sottolineato Giletti, evidenziando come i tifosi tornino a divertirsi dopo alcune stagioni più complicate.
Mercato Juve, l’idea di Giletti: Vlahovic resta e serve un regista
Il discorso si sposta poi inevitabilmente sul mercato. Giletti è netto su Dusan Vlahovic: l’attaccante serbo non deve essere messo in discussione, anche davanti a possibili investimenti importanti in attacco:
“Non puoi spendere 50 milioni per Openda, io a prendere un altro attaccante mi tengo Vlahovic“.
Giletti ha poi continuato la sua analisi spiegando come la Juventus debba investire capitali importanti in altri reparti più delicati, facendo anche un nome importante:
“Ora dovresti spendere altri 50 milioni in altri reparti come un altro centrocampista stile Lobotka e sta arrivando la sua scadenza è vicina, io lo prenderei”.
Un’indicazione chiara: meno rivoluzioni in attacco, più equilibrio a centrocampo.
Orgogliosamente flegrea, porto nel giornalismo la tenacia tipica delle mie radici di Pozzuoli. Lavoro dal 2018 per il network Nuovevoci, occupandomi di sport e comunicazione a 360 gradi. Dopo aver approfondito la mia formazione con due Master, tra cui quello alla Cattolica di Milano, ho scelto di applicare il rigore dell'analisi sportiva al racconto della Juventus. Scrivere delle grandi realtà del calcio nazionale è per me la naturale evoluzione di un percorso nato per amore di questo sport.