Manuel Locatelli ha rinnovato con la Juventus fino al 30 giugno 2030. Il capitano bianconero ne ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Bologna, trasformando un momento tattico in una dichiarazione di forza progettuale.
Locatelli e il sogno realizzato: da tifoso a capitano
Il centrocampista ha scelto di aprire il suo intervento ricordando Manninger:
“Ci tenevo a ricordare Manninger. Io, da bambino, guardando la Juve, ho un ricordo legato a lui. Era una grandissima persona, lo ricorderemo con affetto: verrà ricordato domani e per sempre. Mando un abbraccio alla sua famiglia”
Ma il vero messaggio era un altro. Locatelli ha spiegato cosa significhi per lui il rinnovo:
“Quando ho saputo che oggi avrei fatto la conferenza, mi sono chiesto come spiegare quello che provo: il rinnovo con la Juve, essere capitano… non è facile descriverlo. Immaginare di parlare a un bambino che tifa Juve: ‘Ti piacerebbe diventare capitano e vivere qualcosa del genere?’. La mia risposta è questa”.
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La scelta della società di fargli rinnovare fino al 2030 non è casuale. Locatelli rappresenta stabilità in un centrocampo che ha attraversato crisi di identità. Ha subito fischi, critiche, momenti difficili dopo il rigore sbagliato col Sassuolo e l’esclusione dal Mondiale. Eppure non si è mai fermato.
“Tutti sanno che ho passato momenti difficili tra fischi e critiche. Io sono sempre rimasto lì, disponibile, cercando di mettermi in discussione. Quando reagisci e dai tutto, è questo che conta. La reazione è la base per stare a questi livelli. Quando reagisci e dai tutto, è questo che conta”
Non è un’affermazione vaga: è il riassunto di chi ha imparato a restare in piedi sotto pressione.
Il progetto solido che Spalletti deve costruire
Locatelli ha poi toccato il punto cruciale della stagione juventina, la costruzione di un nuovo progetto:
“C’è un progetto solido e la scelta di rinnovare il mister è stata un segnale importante. Quest’anno purtroppo non siamo riusciti a vincere, ma abbiamo l’obiettivo della Champions League. Vogliamo tornare a vincere: c’è un progetto solido, e la scelta di rinnovare il mister è stata un segnale importante. Yildiz è un giocatore fondamentale per il futuro, così come McKennie. È essenziale avere una base stabile e dovremo tornare a vincere nel breve periodo. È ciò che si aspettano i tifosi e la società”.
