Robert Lewandowski rimane fuori dalla portata della Juventus. Secondo quanto rivela Fabrizio Romano, i bianconeri hanno contattato l’agente Pini Zahavi ma l’ingaggio del polacco al Barcellona rende l’operazione economicamente insostenibile per il club torinese.
Lewandowski alla Juventus: lo stipendio blocca tutto
La Juventus non intende pagare lo stipendio che Lewandowski percepisce attualmente a Barcellona. Romano ha chiarito nel suo canale YouTube che l’unico scenario possibile è una drastica riduzione dell’ingaggio da parte del giocatore stesso. Al momento questa ipotesi resta remota. Il club bianconero ha spostato correttamente l’attenzione verso altri profili più accessibili economicamente.
Le parole di Romano sono esplicite:
“La Juve non considera di pagare uno stipendio come quello che percepisce al Barcellona. L’unico modo di vederlo in Serie A è che scelga una riduzione dell’ingaggio”.
Il Barcellona ha già proposto al polacco un rinnovo, ma a cifre sensibilmente inferiori rispetto al contratto attuale. Tuttavia questa offerta non convince ancora il giocatore, che valuta alternative ben più remunerative.

Le alternative a Lewandowski: MLS e Arabia Saudita in pole position
Sul tavolo del centravanti polacco ci sono opzioni economicamente molto più vantaggiose. Dalla MLS arriva un’offerta importante sia dal punto di vista economico che familiare. L’Arabia Saudita mantiene un interesse costante con cifre difficilmente eguagliabili.
Lewandowski vuole valutare tutte le possibilità durante il mese di aprile prima di decidere il suo futuro. La strategia della Juventus passa attraverso il rapporto solido tra Damien Comolli e Zahavi. I dirigenti bianconeri hanno intavolato conversazioni con l’agente su diversi giocatori, non limitandosi solo a Lewandowski.
L’intenzione della Juventus di rinforzare l’attacco rimane salda, ma con profili diversi e accessibili. Lewandowski rappresenta un obiettivo non sostenibile nel contesto finanziario attuale. Il polacco prenderà in considerazione anche altre proposte europee, ma la realtà è che Serie A e Juventus rimangono opzioni secondarie finché non accetterà una riduzione significativa dello stipendio.
