Igor Tudor abbandona il Tottenham dopo una stagione di fallimenti: nessuna vittoria in Premier League dal suo arrivo a febbraio, gli Spurs precipitati a un punto dalla zona retrocessione. L’addio avviene per mutuo consenso, ma la decisione matura dopo settimane di valutazioni interne. La sconfitta 3-0 contro il Nottingham Forest rappresenta il punto di non ritorno: il club aveva stabilito che una disfatta in quella partita avrebbe innescato il cambio.
Al Tottenham: otto giornate senza vittoria, la crisi accelera l’esonero
I numeri raccontano un disastro puro. Dalla sua nomina a febbraio, Tudor non ha registrato una sola vittoria in Premier League: una sola partita pareggiata, cinque sconfitte in sette gare. Questo ruolino di marcia ha trascinato il Tottenham in 17ª posizione, pericolosamente vicino alla retrocessione, con il Nottingham Forest ormai a due punti di vantaggio e il West Ham a un solo punto sotto. La squadra era entrata in una spirale negativa che il tecnico non ha saputo invertire, costringendo la proprietà a intervenire prima che la situazione diventasse irreversibile.

La Juventus e lo stesso copione: Tudor travolto anche a Torino
Quello che accade a Londra non è una sorpresa per chi ha seguito la breve parentesi di Tudor alla Juventus. Il tecnico croato era stato esonerato anche da Torino dopo soli otto giornate di campionato, il giorno seguente la sconfitta per 1-0 contro la Lazio all’Olimpico.
In bianconero, Tudor aveva ereditato la squadra da Thiago Motta con l’obiettivo di consolidare il quarto posto per la Champions League, compito portato a termine nella scorsa stagione. La dirigenza gli aveva confermato la fiducia anche per le stagioni 2025-26 e 2026-27, eliminando l’etichetta di traghettatore dopo il Mondiale per Club. Eppure, l’avvio di stagione era stato deludente: otto partite senza vittorie, culminate nella terza sconfitta consecutiva contro i biancocelesti.
Due fallimenti in pochi mesi: cosa è andato storto
Cosa accomuna i due esoneri? L’incapacità di gestire pressione e aspettative. A Torino, Tudor è arrivato con il compito di consolidare, ma ha trovato una squadra già in difficoltà e un ambiente interno teso. A Londra, ha dovuto raccogliere una situazione complicata dopo Thomas Frank, senza il tempo di imporre il suo gioco.
Intanto, il Tottenham prepara l’annuncio ufficiale per lunedì, dando al nuovo manager due settimane di tempo prima della sfida contro il Sunderland per lavorare con i giocatori. La Juventus, invece, ha virato rapidamente su Luciano Spalletti, negoziando un contratto fino a giugno 2026 con rinnovo automatico in caso di qualificazione in Champions League.
