“Questo non è più sport”: la sentenza a Open VAR dopo Inter-Juve

Durante l’odierna puntata di Open VAR, il format di DAZN che svela i retroscena arbitrali del turno appena disputato, l’ex arbitro Andrea De Marco ha commentato l’episodio più discusso del weekend, ovvero il doppio giallo a Kalulu nel derby d’Italia fra Inter e Juve, in seguito al “contatto” con Bastoni.

L’ex fischietto ligure ha analizzato la vicenda, affermando che la simulazione del numero 95 nerazzurro potesse starci e ha dato la sua valutazione anche sul primo giallo del del difensore bianconero. Ma soprattutto ha ritenuto sbagliato ed eccessivo tutto l’odio nei confronti dell’ex difensore nerazzurro e La Penna.

La Penna: “Non è più sport”

A spiegare la complicata vicenda dell’espulsione di Kalulu in Inter-Juventus ci ha pensato De Marco, ex arbitro di Serie A ritiratosi nel 2014, intervenendo anche sulle minacce ricevute da Bastoni e La Penna:

“Il contatto è lieve, la simulazione ci poteva stare. Le minacce a La Penna e a Bastoni sono sbagliate. Il dissenso nel calcio c’è sempre stato, quando si tocca la sfera personale non è più sport.”

Parole indubitabili sull’odio ricevuto sui social dal calciatore e dall’arbitro. Fa invece scalpore fra i tifosi bianconeri e non solo la dichiarazione relativa alla simulazione, che a detta di De Marco “ci poteva stare”.

Giocatori della juventus attorno all'arbitro La Penna
Giocatori della Juventus intorno a La Penna in seguito all’espulsione di Kalulu.

Le parole sul protocollo e sul primo giallo

De Marco ha poi proseguito parlando del protocollo relativo alla possibilità dell’intervento VAR sul doppio giallo:

“Sul protocollo riguardante il doppio giallo se ne parla da molto, è chiaro che se una squadra rimane in 10 cambia poco il modo in cui arriva il cartellino. Quando ci si riunirà speriamo che già dal prossimo mondiale si possa sanare questa parte di protocollo.”

Infine l’opinione sul primo giallo di Kalulu:

“L’arbitro era posizionato bene, bisogna vedere la velocità a cui si è svolta l’azione. È chiaro che la squadra arbitrale può aiutare l’arbitro in campo, c’è molta collaborazione. L’assistente numero 2 era coperto, Doveri era nella zona delle panchine. Per poter entrare in una decisione del genere bisogna avere certezza”

 

 

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