“Non posso immaginare la Juve senza la Champions. Sogno di vincere qui e di scrivere il mio nome nella storia del club. La fascia di capitano? Bellissimo, non si può spiegare. Come il J-Museum ti ricorda cosa è questa squadra e dove vogliamo tornare“. Inizia così l’intervista di Gleison Bremer rilasciata al ‘Corriere della Sera’. Il difensore della Juventus si è raccontato toccando diversi argomenti: dalla voglia di vincere in bianconero al rapporto con Luciano Spalletti, senza dimenticare le difficoltà dopo l’infortunio.
Bremer torna sulla sconfitta contro il Cagliari: “In futuro girerà bene”
Gleison Bremer, nel corso dell’intervista, ha parlato della sconfitta contro il Cagliari arrivata nel weekend:
“Se non vinci ti arrabbi sempre, e magari dobbiamo essere più bravi sui cross, anche noi a saltare. Ma pensi anche che un certo lavoro è stato fatto e che, se giochi così, in futuro girerà bene. Il bel gioco esiste, anche se poi devi vincere. Però, se giochi bene solitamente funziona: negli ultimi anni, parlo in generale, hanno vinto le squadre che dominano il gioco”.

Bremer esalta Spalletti: “Mi piace molto”
Il difensore della Juventus ha parlato anche di Luciano Spalletti e delle sue richieste:
“Spalletti dice che palla al piede posso affettare le squadre avversarie? Quando giocavo in Brasile era così, in Italia è stato un po’ diverso e ho avuto pochi allenatori che me lo chiedevano: ho ricominciato con Thiago Motta, poi mi feci male. Spalletti dice che devo essere più incisivo e che devo prendermi più rischi, e ha ragione”.
Il brasiliano ha esaltato le idee del tecnico di Certaldo:
“Il gioco di Spalletti mi piace molto, perché abbiamo spesso il pallone noi e allora faccio meno fatica. Ogni tanto mi dico: cavolo, così non sento neppure il peso dell’infortunio”.
Bremer e l’infortunio: “Non puoi sempre giocare sulla forza e sulla velocità”. E su Chiellini…
Gleison Bremer ha parlato anche dei cambiamenti arrivati dopo l’infortunio al ginocchio ed il lungo stop:
“Diciamo che, dopo due infortuni, pensi che non puoi sempre giocare sulla forza e sulla velocità, ma devi sfruttare anche le letture difensive: una cosa sulla quale sto migliorando, studiando l’avversario, grazie allo staff della Juve che lavora sui video e a un match-analyst che mi segue”.
Il brasiliano ha ricordato anche il messaggio ricevuto da Lois Openda:
“Dopo l’infortunio mi mandò un bellissimo messaggio e dopo meno di un anno era mio compagno di squadra”.
Infine l’elogio a Giorgio Chiellini:
“Il mio modello è il brasiliano Lucio. Mazzarri mi disse che avevo qualche caratteristica di Chiellini e che dovevo guardarlo, ci sentimmo e ora è un mentore. Il primo anno qui mi disse che devo guardare anche l’uomo, non solo la palla. Ha ragione, l’ho sempre pensato anche se sono brasiliano: il pallone non è mai entrato in porta da solo”.