Torino-Juventus, la conferenza stampa di Allegri: due ballottaggi a sorpresa

Torino-Juventus, la conferenza stampa di presentazione del mister Massimiliano Allegri. La partita si disputerà sabato 13 aprile e avrà inizio alle ore 18:00.

Giornata di viglia per i bianconeri. Domani pomeriggio andrà in scena il Derby della Mole, partita che vedrà contrapposti il Torino e la Juventus. Ormai da settimane, tra le strade del capoluogo piemontese, si respira l’atmosfera delle grandi occasioni. I tifosi di ambo le fazioni non vedono l’ora di poter vedere scendere in campo i loro beniamini, alla ricerca della conquista della supremazia cittadina.

La Juventus arriva a quest’appuntamento con uno stato di forma apparentemente ritrovato, viste le due vittorie nelle ultime due partite (Lazio e Fiorentina n.d.r.). Inoltre, sotto il piano fisico, Allegri dovrà fare a meno solamente di Milik, ancora alle prese con i fastidi alla coscia sinistra. Tutti gli altri giocatori, dunque, saranno a disposizione del mister che, pochi minuti fa, ha concluso di presentare l’incontro in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni.

Torino-Juventus, la conferenza stampa di Allegri

Max Allegri – come di consueto – si è inizialmente soffermato sullo stato di forma della squadra e sulla presentazione della stracittadina.

STATO DI FORMA –Quando si vince si sta meglio, ora dobbiamo lottare per conquistare i nostri obiettivi. Domani la vittoria sarà fondamentale. Noi non dobbiamo comunque pensare che tutto sia risolto”.

LA PARTITA – “Credo che il Torino sia la quarta miglior difesa del campionato e hanno realizzato già 15 reti inviolate in stagione: sarà una partita tostissima. Per quanto riguarda la formazione ho ancora due dubbi da sciogliere: uno è Kostic-Iling Jr, l’atro è Weah-Cambiaso. Non ho mai pensato che potrebbe essere il mio ultimo derby. Questa è una partita speciale per tutta la città”.

RECORD TRAPATTONI –Posso battere il record di un grande mito come Trapattoni, con il quale ho avuto il piacere di lavorare a Cagliari quand’ero giocatore. L’obiettivo principale comunque rimane la vittoria“.

Torino-Juventus, la conferenza di Allegri
Torino-Juventus, Cambiaso in ballottaggio con Weah (LaPresse) – SpazioJ.it

Successivamente il tecnico bianconero ha commentato due dichiarazioni che hanno fatto molto rumore: quelle di Elkann e quelle di Juric. In particolare, il tecnico granata, ha definito Allegri in conferenza stampa “un tecnico difficile da definire a livello tattico“.

DICHIARAZIONI ELKANN –Sono state dichiarazioni molto importanti. Il lavoro fatto sui giovani proseguirà anche nei prossimi anni. Per quanto riguarda il mio futuro non è importante: dobbiamo entrare in Champions. Con questo obiettivo ci sono in palio 100 milioni. A fine stagione, comunque, la società deciderà al meglio per il bene della Juventus. Il mio futuro davvero non è una mia priorità in questo momento. Posso solo dire che a un mese dalla fine della stagione siamo dentro a tutti gli obiettivi, nonostante tutti i problemi di gioco“.

PAROLE JURIC – “Lo ringrazio per le belle parole. Tutti gli anni le squadre non sono fatte allo stesso modo, cerco sempre di mettere i calciatori nelle condizioni migliori. Ci sono delle situazioni in cui io vorrei giocare in un certo modo ma lo evito perché voglio adattarmi ai miei giocatori“.

Infine Max Allegri ha risposto alle critiche ricevute sul secondo tempo contro la Fiorentina e ha espresso il suo pensiero sulle magiche partite europee che si sono svolte negli ultimi tre giorni.

SECONDO TEMPO FIORENTINA –Critiche? Le critiche le tengo sempre in considerazione, soprattutto perché vengono fatte da persone che capiscono di calcio. Io prendo sempre spunto: con la Fiorentina, fino al 65′, non avevamo ancora subito un tiro in porta. Detto questo dobbiamo migliorare nella gestione del pallone. In questa fase di stagione, però, i punti pesano di più e non è facile“.

PARTITE DI CHAMPIONS –Non abbiamo parlato con la società delle partite della Champions. Real-City è stata una partita fantastica e mi sono davvero divertito a vederla. Il campionato italiano – nonostante tutte le critiche che prende – porterà per due anni di fila tante squadre in fondo alle competizioni europee“.

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