L’addio di Miccoli alla Juventus? L’ex bianconero svela la verità!

L’addio di Miccoli alla Juventus? L’ex bianconero svela la verità!
TURIN, ITALY - DECEMBER 10: Fabrizio Miccoli of Juventus celebrate a goal against Olympiakos during the UEFA Champions Group D match between Juventus and Olympiakos at Delle Alpi Stadium on December 10, 2003 in Turin, Italy. (Photo by Alex Livesey/Getty Images)

Fabrizio Miccoli, ex calciatore di Palermo e Juventus, è intervenuto nella nuova serie GoalCar. Tra gli spunti anche l’esperienza in bianconero e l’esperienza all’estero.:

Sulla Juve di quel momento: “C’era Del Piero, ma anche Trezeguet, Zalayeta e Di Vaio lì davanti. Ma in generale era una grande squadra. C’era Montero, una delle persone più vere mai incontrate nel calcio. Al di là del giocatore, come persona era eccezionale. All’inizio non sono stato benissimo. Ricordo i gol che feci col Perugia alla Juve, con Montero che me le promise al ritorno. Al rientro i tifosi se la presero con me per il tatuaggio di Che Guevara, ma alla fine abbiamo chiarito. Io feci quel tatuaggio non per questioni politiche ma perché lo aveva Maradona, il mio idolo. Far parte di un gruppo incredibile, formato da grandi campioni, è stato un privilegio. Si vuole sempre vincere in quel club e sono stato benissimo. Non volevo andare via, volevo giocarmi il posto ma avevo mercato e decisi di andare alla Fiorentina”.

Miccoli

Sull’esperienza al Benfica: “La Juve voleva mandarmi in Inghilterra, io trovai l’opzione Benfica insieme al mio procuratore. È stata l’esperienza più bella che potevo immaginare. Sapevo di andare in una grandissima squadra, ma è stato davvero incredibile”.

Orgogliosamente flegrea, porto nel giornalismo la tenacia tipica delle mie radici di Pozzuoli. Lavoro dal 2018 per il network Nuovevoci, occupandomi di sport e comunicazione a 360 gradi. Dopo aver approfondito la mia formazione con due Master, tra cui quello alla Cattolica di Milano, ho scelto di applicare il rigore dell'analisi sportiva al racconto della Juventus. Scrivere delle grandi realtà del calcio nazionale è per me la naturale evoluzione di un percorso nato per amore di questo sport.

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