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Mckennie: “Juve? Aspettavo la chiamata di Pirlo sul divano”, poi il retroscena su Ronaldo

In un’intervista a Kwik Goal Weston McKennie ha ripercorso con entusiasmo le tappe che lo hanno portato ad essere un nuovo giocatore della Juventus, svelando gli aneddoti della sua reazione alla chiamata ricevuta da Madame.

Il centrocampista statunitense ha inoltre parlato anche del suo ex compagno di squadra in bianconero Cristiano Ronaldo. Di seguito un estratto delle sue parole.

Sull’arrivo alla Juve

Pazzesco firmare per la Juve, da non crederci. Ero seduto sul divano, a casa, in Germania, stavo per partire per il precampionato con lo Schalke e mi ha chiamato Corey dicendomi: potrebbe esserci un interesse reale e io non ci potevo credere.

Sono salito sull’aereo per andare in Austria dove avevamo il ritiro, poi ero sul bus dopo essere atterrati e mi hanno detto: il coach ti chiamerà. Ma chi, Pirlo? Mi sono seduto con il telefono in mano aspettando la chiamata e pensando solo: oh mio Dio!”.

Avevamo una regola: niente telefoni a tavola. Il mio era nascosto tra le mie gambe e appena ho visto una chiamata dall’Italia sono corso fuori. Era la Juve che mi diceva: crediamo tu possa essere importante per la nostra squadra.

Io speravo solo che tutto andasse in porto senza problemi. 3-4 giorni dopo era tutto fatto, sono tornato in Germania a prendere la mia roba e ho firmato con la Juve il giorno del mio compleanno. Il giorno più bello della mia vita? Sì! Ma anche ricevere una chiamata da Cristiano non è stato male”.

Weston Mckennie Juventus

Su Cristiano Ronaldo

“Incredibile. È un ragazzo che si diverte a lavorare, gli piace. Ma gli piace anche il tempo fuori, con la famiglia. Ha una maniera diversa di prendersi cura del suo corpo. Tornavamo dalle trasferte magari alle 3 di notte e al mattino dopo ci allenavamo.

Gli altri andavano nello spogliatoio, si cambiavano e tornavano a casa. Io odio il bagno col ghiaccio; lui si spogliava, metteva un asciugamano sul collo e andava a fare il bagno con il ghiaccio.

Mi diceva: ‘vieni con me, ti fa bene, se non vuoi fare 5 minuti, fai 20-30 secondi, stiamo lì e parliamo’ e non potevo dirgli di no! Restavamo lì e parlavamo della partita“.