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“Quelli che il calcio non ha chiuso”, il messaggio su Facebook è commovente

Il noto comico Ubaldo Pantani ha voluto scrivere una ‘lettera’ al programma “Quelli che il calcio”, che lo scorso maggio ha chiuso, purtroppo, i battenti. Queste le sue parole:

“Quelli che il calcio” non ha chiuso. 
Il 2 dicembre 2021 “Quelli che il calcio” non ha chiuso, semplicemente perché aveva già chiuso. Il format ideato da Marino Bartoletti e Fabio Fazio, rielaborato e passato di mano in mano fino a giorni nostri con Luca, Paolo e Mia alla conduzione, ha chiuso il 2 maggio 2021.
Il 2 dicembre 2021 ha chiuso un programma d’intrattenimento per la prima serata che la rete aveva proposto di pensare all’ultimo gruppo di lavoro reggente.  Il neonato “Quelli che il lunedì” però, non è partito bene e nonostante lo spostamento dopo appena due puntante al giovedì, l’accortezza di togliere il suffisso “lunedì” dal titolo e l’evoluzione in talk, ha racimolato ascolti così bassi da indurre l’azienda a chiuderlo. Le colpe? Un po’ di tutti: quando si perde, chi più, chi meno, tutti hanno delle responsabilità. Ognuno si prende le sue, se vuole. Altrimenti si può sempre invocare la sfortuna, che non passa mai di moda. 
A me è dispiaciuto ma non così tanto. La botta grossa l’ho avuta l’ultima puntata che è andato in onda “Quelli che il calcio”.  Mi ricordo che imitando un Antonio Conte felice e commosso per la vittoria del campionato della sua Inter, ho camuffato la mia emozione con la sua. Quella domenica, sì che ero triste. Nonostante l’idea di andare in prima serata ero triste perché stava chiudendo un programma storico e una parte della mia vita.  Quando lavoravo con la Gialappa’s, sognavo che la mia Spal o il Pisa andassero in serie A per essere invitato a “Quelli che il calcio” come tifoso inviato allo stadio. La Spal c’è arrivata nel 2017 e io facevo già parte del cast già da 7 anni.
Ce ne ho passati 12 di anni, là dentro. Ho fatto puntate più di chiunque altro nella storia del programma: mi ci sono fidanzato, lasciato, truccato, travestito; ho riso, cantato, ballato, improvvisato, divertito, deluso, mangiato alla mensa, al bar, alle macchinette, nei camerini, in piedi. Ho attraversato i governi Simona, Victoria, Nicola, Nicola con la Gialappa’s, Luca & Paolo e Mia. Ho scritto con Giovanni, Elisabetta, Walter, Andrea. Sono stato truccato da Bruno, Lorenzo, “parruccato” da Valeria. Sono stato diretto da Paolo – che colpo da Maestro, prendere alla lettera lo “speravo de’ mori’ prima” di Totti –  Celeste, Fabio, Massimo, Caterina, Luigi, Fabrizio, Fania.  Ho lavorato con Fabio, Dario, Furio, Ennio, Mericri, Mattia, Marcello, Massimo, Stefano, Marco, Chicco, Luca, Alessandro, Massimo ancora e tanti altri professionisti esemplari. Sono stati aiutato da Silvia, Alexandra, Danila, Chiara, Angelica, Jacopo, Cristina, Gea, Julian, Ilaria, Maria Grazia, Beba, Marina, Giovanna e decine di altri collaboratori, scenografi, tecnici, sarte, costumiste, redattori cortesi, precisi e accorti. E tanti colleghi splendidi e talentuosi, tutte persone per bene. Loro non li rammento nemmeno per nome sennò mi metto a piangere davvero. 
“Quelli che il calcio” non ha chiuso. Giocherà sempre insieme a noi.  
Grazie a tutti, vi vorrò sempre bene.
A, spero, presto.
Ubaldo