L’ex allenatore difende Allegri: “Difficile far coesistere questi giocatori”

L’ex allenatore difende Allegri: “Difficile far coesistere questi giocatori”
Massimiliano Allegri - Juventus

L’inizio di stagione della Juventus ha stupito un po’ tutti. Chi si aspettava che il ritorno in panchina di Allegri fosse la soluzione a tutti i problemi, è rimasto deluso. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, ha provato a fare un po’ di chiarezza Giovanni Galeone.

L’ex allenatore e mentore di Max Allegri ha difeso il suo allievo, giustificando così alcune scelte del tecnico livornese:

«Diciamo che Allegri fatica a trovare le posizioni giuste agli uomini che ha. Locatelli è un ottimo giocatore e io aspetto sempre l’esplosione di Rabiot, che al Psg mi conquistò. Rubava palla, era bravo nei contrasti e s’inseriva, tutte caratteristiche ideali per me e per Max. Ora purtroppo non è più lo stesso. Fare il quarto di sinistra lo penalizza, ma Allegri ha tanti esterni di destra e quasi nessuno che può stare sulla corsia mancina. La rosa non è assemblata benissimo».

Juventus Rabiot Bernardeschi

Una rosa che, anche dopo l’addio di Ronaldo, rimane di assoluto valore. Eppure c’è qualcosa da sistemare:

«Conosco Max, so che è bravo e ho molta fiducia in lui, perciò pensavo che potesse riuscire prima a risolvere i problemi. Però oggettivamente ha trovato una situazione complicata. Il valore della rosa non si discute, ma non è facile farli coesistere. Non dimentichiamo che la Juve lo scorso anno è arrivata quarta anche per demeriti del Napoli».

Nonostante tutto ciò, per Galeone la Champions non è a rischio:

«No, insieme a Napoli, Milan e Inter nella mia griglia c’è la Juve. A proposito di Champions, credo che Allegri debba puntare molto sull’Europa. Lui tra Milan e Juve si è sempre qualificato per gli ottavi e se arriva tra le prime 8 può succedere di tutto…».

Orgogliosamente flegrea, porto nel giornalismo la tenacia tipica delle mie radici di Pozzuoli. Lavoro dal 2018 per il network Nuovevoci, occupandomi di sport e comunicazione a 360 gradi. Dopo aver approfondito la mia formazione con due Master, tra cui quello alla Cattolica di Milano, ho scelto di applicare il rigore dell'analisi sportiva al racconto della Juventus. Scrivere delle grandi realtà del calcio nazionale è per me la naturale evoluzione di un percorso nato per amore di questo sport.

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